<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-4233971196001701926</id><updated>2012-01-09T11:13:35.868+01:00</updated><category term='mobile'/><category term='Kindle'/><category term='Copyright'/><category term='RIAA'/><category term='FIMI'/><category term='Pirate Bay'/><category term='Dottrina Sarkozy'/><category term='Creative Commons'/><category term='Moby'/><category term='ASCAP'/><category term='DLC'/><category term='HADOPI'/><category term='Copyleft'/><category term='Coldplay'/><category term='Suoneria'/><category term='API'/><category term='Macroeconomia'/><category term='Ebook'/><category term='Open'/><category term='Licenze'/><category term='Wikipedia'/><category term='File Sharing'/><category term='web libero'/><category term='iTunes'/><category term='Linux'/><category term='Torrent'/><category term='Diritto D&apos;Autore'/><category term='P2P'/><category term='SIAE'/><category term='Legal Bay'/><category term='Crisi'/><title type='text'>Laluna60minuti</title><subtitle type='html'>Diritto d'autore, copyright e copyleft... a portata di click!</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://laluna60minuti.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4233971196001701926/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://laluna60minuti.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Pasquale</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_t53lG7pBDMI/SYgUmVRoydI/AAAAAAAAACk/EDs5JC0IgMk/S220/PICT1830.JPG'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>32</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4233971196001701926.post-6849942876082348242</id><published>2011-08-18T14:00:00.001+02:00</published><updated>2011-08-18T14:10:07.980+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='P2P'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Copyright'/><title type='text'>In Nuova Zelanda la legge dei "three strike" oscurerà il governo</title><content type='html'>La nuova normativa sul copyright entrata da pochi giorni in vigore in Nuova Zelanda potrebbe comportare l'oscurazione del network del governo Neozelandese a causa di alcuni download illegali all'interno del network, da parte di soggetti non autorizzati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per chi non lo sapesse la legge sui&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt; "three strike"&lt;/span&gt; è entrata ufficialmente in vigore in Nuova Zelanda e consiste come in altri paesi, la notifica di tre avvisi ai soggetti che effettuano download illegali dalla reti P2P, con la conseguente disconnessione finale forzata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma tra le vittime eccellenti della nuova legge sul copyright locale potrebbe esserci lo stesso ISP che fornisce connettività al governo dal momento che un ignoto utente ha deciso di "testare" la legge all'interno della rete governativa, avviando un download illegale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Uno dei punti più discussi di questa nuova &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;legge sul copyright&lt;/span&gt; è la decisione di stabilire che i titolari dell'indirizzo IP siano da considerarsi i responsabili delle infrazioni commesse attraverso lo stesso. Ed è proprio per questo motivo che il governo rischia di trovarsi disconnesso dalla rete e di dover pagare una multa salata qualora l'anonimo "downloader" raggiungesse il suo obiettivo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se ti è piaciuto l'articolo, lascia un commento e condividi sui social network&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4233971196001701926-6849942876082348242?l=laluna60minuti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://laluna60minuti.blogspot.com/feeds/6849942876082348242/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://laluna60minuti.blogspot.com/2011/08/in-nuova-zelanda-la-legge-dei-three.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4233971196001701926/posts/default/6849942876082348242'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4233971196001701926/posts/default/6849942876082348242'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://laluna60minuti.blogspot.com/2011/08/in-nuova-zelanda-la-legge-dei-three.html' title='In Nuova Zelanda la legge dei &quot;three strike&quot; oscurerà il governo'/><author><name>Pasquale</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_t53lG7pBDMI/SYgUmVRoydI/AAAAAAAAACk/EDs5JC0IgMk/S220/PICT1830.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4233971196001701926.post-645067381837936037</id><published>2009-08-27T19:12:00.002+02:00</published><updated>2009-08-27T20:32:26.029+02:00</updated><title type='text'>USA, l'attacco dei testi online</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Nell'eterna lotta tra major della musica e diffusione illegale di contenuti, nuove truppe sono scese in campo, pronte a darsi ancora battaglia sul vasto campo delle canzoni in formato digitale.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;A sistemarsi sullo scacchiere sono state alcune delle agguerrite rappresentanti dell'industria discografica, tra cui Peermusic, Warner/Chappell e Bug Music, rappresentate da National Music Publishers' Association (NMPA) che tutela gli interessi di più di 800 editori statunitensi.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Obiettivo primario della nuova battaglia, estirpare dal web quei siti che pubblicano testi di brani senza pagare un dollaro.Sono state infatti avviate due cause legali, entrambe contro una violazione del copyright per aver diffuso online testi musicali gratuitamente e senza licenza. La prima, giunta presso una corte federale della California, ha puntato il dito contro LiveUniverse e il suo fondatore Brad Greenspan, già nella squadra che ha creato MySpace. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il sito gestisce tre protagonisti dei testi web, lyricsdownload, completealbumlyrics e lyricsandsongs: tutti accomunati, stando alle accuse, dall'offrire centinaia di migliaia di canzoni tra cui quelle scritte da Buddy Holly e Gregg Allman.La seconda denuncia è stata invece depositata presso una corte federale della Pennsylvania, scagliandosi contro Motive Force LLC e il suo proprietario Sean Colombo. Medesimi sono stati i capi d'accusa, tra cui quello di utilizzare alcune applicazioni web per rubare il pane dalle tavole delle grandi etichette, diffondendo il lato testuale delle canzoni. Motive Force gestisce il sito LyricWiki e, appunto, l'applicazione Facebook Lyric Wiki Challenge.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Nuovo attacco, dunque, dopo quello di qualche anno fa che già portò alla chiusura di Mxtabs, che riversava online spartiti musicali. A parlare in via ufficiale è stato il CEO NMPA David Israelite: "Questi siti proliferano alle spalle degli autori ed è seccante che i legittimi titolari dei diritti debbano continuamente investire energie per proteggere il loro diritto di concedere licenze e di distribuire le proprie opere". Israelite ha inoltre spiegato come su 84 siti "contattati", 66 abbiano chiuso i battenti o deciso di pagare: la resistenza è nelle mani di un manipolo di 18 siti.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Mauro Vecchio&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4233971196001701926-645067381837936037?l=laluna60minuti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://laluna60minuti.blogspot.com/feeds/645067381837936037/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://laluna60minuti.blogspot.com/2009/08/usa-lattacco-dei-testi-online.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4233971196001701926/posts/default/645067381837936037'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4233971196001701926/posts/default/645067381837936037'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://laluna60minuti.blogspot.com/2009/08/usa-lattacco-dei-testi-online.html' title='USA, l&apos;attacco dei testi online'/><author><name>Pasquale</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_t53lG7pBDMI/SYgUmVRoydI/AAAAAAAAACk/EDs5JC0IgMk/S220/PICT1830.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4233971196001701926.post-171441232389303056</id><published>2009-08-11T15:14:00.006+02:00</published><updated>2009-12-09T19:23:27.320+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='P2P'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Torrent'/><title type='text'>Oltre 8000 mp3 su ogni PC</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Una &lt;a href="http://www.ukmusic.org/research?readmore=1"&gt;ricerca&lt;/a&gt; svolta presso &lt;i&gt;l'Università di Hertfordshire&lt;/i&gt; rivela dati e statistiche &lt;b&gt;sorprendenti&lt;/b&gt;. L'indagine, effettuata a nome di &lt;i&gt;"UK Music"&lt;/i&gt;, rivela che il 61% delle persone da 14 a 24 anni che utilizzano le reti di &lt;i&gt;file-sharing&lt;/i&gt;, possiede in media una collezione di 8.100 tracce audio sui propri computers, per un importo che la maggior parte degli intervistati &lt;b&gt;non potrebbe mai permettersi&lt;/b&gt;. "&lt;i&gt;UK Music&lt;/i&gt;" è un organizzazione che rappresenta gli interessi dei vari "&lt;i&gt;stakeholders&lt;/i&gt;" nel Regno Unito, e, conta tra i propri membri: praticamente tutta "l'industria musicale" britannica, dagli artisti alle etichette discografiche, passando per editori, produttori e società di gestione collettiva fino alla &lt;b&gt;&lt;i&gt;BPI&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;. Non c'è da stupirsi quindi che il 68% degli intervistati abbia detto di usare il proprio computer ogni giorno per ascoltare musica. Delle 1808 persone intervistate, il 61% ha ammesso di scaricare musica tramite reti P2P (&lt;i&gt;BitTorrent&lt;/i&gt; in testa) di cui l'83% ha ammesso di farne uso su base settimanale o giornaliera. Circa l'86% ha ammesso di aver copiato dei CD per i propri amici. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Inoltre, mentre molti utilizzano &lt;i&gt;l'upload&lt;/i&gt; "classico" tramite P2P, secondo la ricerca, sono molto diffuse anche altre modalità di "&lt;i&gt;file sharing&lt;/i&gt;" - il 75% condivide musica via e-mail, servizi di messaggistica istantanea e/o &lt;b&gt;Bluetooth&lt;/b&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Fra gli abituali utilizzatori di reti P2P per i downloads musicali, l'85% sarebbe favorevole al pagamento di un canone mensile per scaricare legalmente "tutto ciò che può"; ma solo il 57% ha dichiarato invece che l'accesso ad un servizio di questo tipo sarebbe fermata dalla (sempre presente) condivisione illegale dei files.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Negli ultimi mesi, servizi di streaming come &lt;i&gt;"&lt;/i&gt;&lt;a href="http://www.spotify.com/en/"&gt;&lt;i&gt;Spotify&lt;/i&gt;&lt;/a&gt;&lt;i&gt;"&lt;/i&gt; sono stati adottati come un possibile surrogato al download via P2p, e quindi, come un arma per la lotta contro la condivisione illecita. Tuttavia, il 78% dei soggetti intervistati sostiene di non aver alcun interesse nei confronti di un servizio del genere, sopratutto se a pagamento; Infatti l'89% ha dichiarato successivamente, di preferire un archivio di musica personale sul proprio computer, piuttosto che lo &lt;i&gt;"streaming"&lt;/i&gt; online.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Infine, più della metà degli intervistati ha dichiarato che le imprese produttrici di lettori mp3 (e simili) e imprese di telefonia mobile dovrebbero pagare un &lt;b&gt;canone&lt;/b&gt; per gli artisti, a titolo di &lt;b&gt;risarcimento&lt;/b&gt; di perdite dovute alle copie effettuate sui loro dispositivi (una sorta di risarcimento preventivo che, a mio avviso, non trova alcuna giustificazione).&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il CEO di UK Music, Feargal Sharkey, ha commentato così questi dati: &lt;i&gt;"Chiaramente, la forma delle nostre attività continuerà ad evolversi. Tuttavia, non otterremo nulla se non lavoreremo con gli appassionati di musica, e con i giovani in particolare. Essi sono estremamente esigenti nei loro bisogni, ma dobbiamo superare questa sfida"&lt;/i&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Pasquale Gangemi&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4233971196001701926-171441232389303056?l=laluna60minuti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://laluna60minuti.blogspot.com/feeds/171441232389303056/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://laluna60minuti.blogspot.com/2009/08/oltre-8000-mp3-su-ogni-pc.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4233971196001701926/posts/default/171441232389303056'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4233971196001701926/posts/default/171441232389303056'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://laluna60minuti.blogspot.com/2009/08/oltre-8000-mp3-su-ogni-pc.html' title='Oltre 8000 mp3 su ogni PC'/><author><name>Pasquale</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_t53lG7pBDMI/SYgUmVRoydI/AAAAAAAAACk/EDs5JC0IgMk/S220/PICT1830.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4233971196001701926.post-772405526809687692</id><published>2009-08-08T14:12:00.000+02:00</published><updated>2009-08-08T14:19:48.784+02:00</updated><title type='text'>Murdoch: tutto ha un prezzo</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Rupert Murdoch ha dichiarato, &lt;a href="http://punto-informatico.it/2617920/PI/News/murdoch-basta-informazione-gratuita.aspx"&gt;nuovamente&lt;/a&gt;, che l'era delle notizie gratuite su Internet è finita. Ora, tuttavia, le sue intenzioni sembrano &lt;a href="http://www.guardian.co.uk/media/2009/aug/06/rupert-murdoch-website-charges"&gt;supportate&lt;/a&gt; da un'analisi da lui commissionata e dall'esperienza del &lt;i&gt;Wall Street Journal&lt;/i&gt;, che seppure abbia dovuto &lt;a href="http://paidcontent.org/article/419-murdoch-sees-eventual-break-with-amazon-over-kindle-active-talks-with-s/"&gt;aumentare&lt;/a&gt; il prezzo del suo abbonamento su Kindle, sembra confortare il gigante dei media australiano.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il nuovo progetto ha ora anche una scadenza: entro il prossimo anno fiscale i quotidiani dovranno rendere a pagamento i propri siti Web. Murdoch ha quindi ribadito il suo impegno a far da guida alla rivoluzione dell'informazione, fiducioso che il modello pay-per-view possa risultare vincente e che, una volta dimostrato il suo successo, gli altri lo seguiranno.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Una scelta, questa, che sarebbe di economia e di qualità: Murdoch afferma che il giornalismo non può essere gratuito e di valore allo stesso tempo e che fermerà la migrazione dei propri lettori a siti gratuiti rendendo i propri contenuti migliori e differenti dagli altri. L'intenzione è capitalizzare, per esempio, gli scoop sui VIP che fanno salire "le visite a cifre astronomiche".&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La nuova energia infusa nel progetto di rivoluzione dell'informazione sembra venire dal colpo subito con i risultati finanziari della sua News Corporation, che ha registrato una perdita netta di 3,4 miliardi di dollari. Solo i giornali britannici hanno avuto, per esempio, un calo del 14 per cento delle entrate pubblicitaria.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La soluzione individuata prevede ora una guerra a tutto campo: bisogna impedire che storie e fotografie vengano riciclate da altri, dimostrare la volontà di entrare in causa ogni volta che sia necessario e difendere il copyright con intransigenza.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Una guerra che già si combatte sui giornali online che, secondo una statistica relativa agli Stati Uniti, avrebbero registrato 70,3 milioni però di visitatori solo nel mese di giugno (36 per cento del traffico Internet), godendo però solo dell'1 per cento del tempo che i netizen spendono nel Web.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Eppure la trincea scavata da Murdoch vede già schierata Associated Press, che aveva annunciato di voler individuare e diffidare coloro che abusino di citazioni o di link alle sue notizie. Minacciando il ricorso a mezzi legali. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Grazie al servizio di tracciamento dei contenuti, AP &lt;a href="http://punto-informatico.it/2681020/PI/News/ap-tracciamento-salvera-news.aspx"&gt;riuscirebbe&lt;/a&gt; a recuperare anche i più piccoli introiti pubblicitari illegittimamente incamerati dal sito che, senza permesso, riproduce l'articolo. Il piano di AP non sarebbe quello di limitare l'uso delle proprie notizie, ma di metterle a frutto. Anche solo per un minimo di 5 parole.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Prontamente Reuters aveva risposto con un &lt;a href="http://blogs.reuters.com/mediafile/2009/08/04/why-i-believe-in-the-link-economy/"&gt;post&lt;/a&gt; del dirigente Chris Ahem: con il Manifesto "Perché credo nella link economy" ha risposto direttamente ai progetti di monetizzazione dei contenuti che rimbalzano in rete senza autorizzazione.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ahem afferma che "Internet non sta uccidendo l'industria dell'informazione, così come la TV non ha ucciso la radio o la radio i giornali". Si tratta &lt;a href="http://punto-informatico.it/2665818/PI/Brevi/quotidiani-online-tardi-farsi-pagare.aspx"&gt;infatti&lt;/a&gt; di &lt;b&gt;mezzi e forme nuove di commercio&lt;/b&gt; che gli attuali leader del settore, loro malgrado, stentano a comprendere. Quello di cui c'è invece bisogno è un accordo generale fra tutti gli operatori dell'informazione, professionisti e amatori, su come utilizzare i contenuti altrui. Per entrare nell'era che definisce del "giornalismo 3.0", in cui il link diventa il mezzo con cui si alimenta il valore della singola storia: il passaparola, il dibattito ed il concatenarsi di notizie accresce il contenuto ed il suo valore.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Claudio Tamburrino&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4233971196001701926-772405526809687692?l=laluna60minuti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://laluna60minuti.blogspot.com/feeds/772405526809687692/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://laluna60minuti.blogspot.com/2009/08/murdoch-tutto-ha-un-prezzo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4233971196001701926/posts/default/772405526809687692'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4233971196001701926/posts/default/772405526809687692'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://laluna60minuti.blogspot.com/2009/08/murdoch-tutto-ha-un-prezzo.html' title='Murdoch: tutto ha un prezzo'/><author><name>Pasquale</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_t53lG7pBDMI/SYgUmVRoydI/AAAAAAAAACk/EDs5JC0IgMk/S220/PICT1830.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4233971196001701926.post-3188225336866445725</id><published>2009-08-07T19:52:00.002+02:00</published><updated>2009-08-07T20:18:30.609+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='API'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Linux'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Open'/><title type='text'>KDE 4.3 - L'open source per le aziende</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Nel corso della settimana la &lt;a href="http://www.kde.org/"&gt;KDE Community &lt;/a&gt;ha rilasciato la versione 4.3 dell'interfaccia, nome in codice Caizen, una release del celebre desktop environment per Linux che promette di migliorare stabilità, usabilità, performance e tool di sviluppo. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il lungo percorso di maturazione compiuto da KDE 4 ha ormai raggiunto, secondo i suoi sviluppatori, un livello tale da rendere quest'ultima versione maggiormente adatta a tutto lo spettro d'utenza, inclusa quella business. Negli ultimi 6 mesi la comunità KDE afferma di aver corretto oltre 10mila bug e implementato circa 2mila nuove funzionalità richieste da tester e utenti. In tutto, i cambiamenti apportati a &lt;a href="http://www.punto-informatico.it/punto/20090808/kde43.jpg"&gt;KDE 4.3&lt;/a&gt; (clicca per vedere lo screenshoot della nuova interfaccia grafica) sono stati oltre 63mila.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Come si apprende dal &lt;a href="http://www.kde-it.org/news.php?extend.335"&gt;comunicato stampa&lt;/a&gt; (tradotto in italiano), la novità più visibile è costituita dal nuovo tema Air per l'interfaccia Plasma, definito più leggero e meglio integrato con il tema predefinito delle applicazioni. Plasma ha inoltre beneficiato di alcune ottimizzazioni che ne hanno migliorato l'agilità e le performance, riducendone in modo particolare il consumo di memoria. Tra le altre novità più importanti relative a Plasma c'è la possibilità di assegnare widget differenti (i cosiddetti plasmoidi) a ciascun desktop virtuale.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Migliorato anche il gestore di file Doplhin, che tra le altre cose ora è in grado di mostrare piccole anteprime dei file contenuti in una cartella direttamente sull'icona delle cartelle stesse.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;KDE 4.3 include poi &lt;a href="http://gitweb.freedesktop.org/?p=users/david/PolicyKit-gnome.git;a=summary"&gt;PolicyKit&lt;/a&gt;, un framework di sicurezza che fornisce alle applicazioni un modo coerente per ottenere privilegi aggiuntivi come quelli di amministrazione. Usando PolicyKit, gli admin possono configurare delle impostazioni relative all'intero sistema: per esempio, è possibile consentire ad alcuni utenti di regolare la data e l'ora dell'orologio o assegnare a specifici utenti la possibilità di avviare o fermare servizi di sistema. Questa tecnologia è stata implementata anche in GNOME a partire dalla versione 2.22.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Nel nuovo KDE sono molti altri i componenti e le applicazioni che hanno beneficiato di migliorie, tra i quali il windows manager KWin, il desktop launcher KRunner, il software di cifratura KGpg e il tool di assistenza alle traduzioni Lokalize.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Per quanto concerne la piattaforma di sviluppo, la novità più importante riguarda l'avvio dell'implementazione in KDE del progetto &lt;a href="http://www.socialdesktop.org/"&gt;Social Desktop&lt;/a&gt;, il cui obiettivo è quello di fornire agli sviluppatori open source una piattaforma per il social netwoking e collaborazione aperta e libera dal controllo delle grosse corporation. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Come spiegato in dettaglio in questo articolo di Ars Technica, al cuore di Social Desktop c'è un'&lt;a href="http://www.freedesktop.org/wiki/Specifications/open-collaboration-services"&gt;API&lt;/a&gt; che permette l'accesso e l'interazione con i servizi forniti dal network openDesktop.org, servizi quali gestione delle identità, microblogging, messaggistica istantanea, hosting di temi per il desktop ecc. Uno dei componenti chiave di Social Desktop è anche il framework Nepomuk (Networked Environment for Personalized, Ontology-based Management of Unified Knowledge) per la gestione semantica del contenuto desktop.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;KDE 4.3 può essere scaricato manualmente da &lt;a href="http://download.kde.org/stable/4.3.0/"&gt;qui&lt;/a&gt; sotto forma di immagine CD, oppure attraverso i repository dedicati alle principali distribuzioni Linux.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Alessandro Del Rosso&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4233971196001701926-3188225336866445725?l=laluna60minuti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://laluna60minuti.blogspot.com/feeds/3188225336866445725/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://laluna60minuti.blogspot.com/2009/08/kde-43-lopen-source-per-le-aziende.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4233971196001701926/posts/default/3188225336866445725'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4233971196001701926/posts/default/3188225336866445725'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://laluna60minuti.blogspot.com/2009/08/kde-43-lopen-source-per-le-aziende.html' title='KDE 4.3 - L&apos;open source per le aziende'/><author><name>Pasquale</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_t53lG7pBDMI/SYgUmVRoydI/AAAAAAAAACk/EDs5JC0IgMk/S220/PICT1830.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4233971196001701926.post-1381014842922251749</id><published>2009-08-06T23:39:00.000+02:00</published><updated>2009-08-06T23:40:29.050+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='P2P'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='File Sharing'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Pirate Bay'/><title type='text'>The Pay Bay, la telenovela continua</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Quando si scarica, in genere, si finisce su The Pay Bay (ex-Pirate): e The Pay Bay e il suo improbabile futuro di hub multimediale a tanti zeri sono notoriamente tra i temi tecnologici più chiacchierati da un po' di settimane a questa parte. L'ultima puntata della telenovela aveva riservato sorprese niente affatto piacevoli in merito all'acquisizione del portale da parte di Global Gaming Factory e alla sua situazione legale nei tribunali di mezzo mondo, mentre questa volta è GGF a dispensare ottimismo a piene mani e a rassicurare, per l'ennesima volta, che il sole splende alto e forte sul glorioso futuro di dollari e stock option di The Pay Bay.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Nel futuro c'è ad esempio una possibile quotazione del titolo nel listino americano del NASDAQ, una prospettiva che si sarebbe liquidata come risibile solo poco tempo addietro e che invece adesso GGF dà per probabile. "Stiamo valutando la possibilità di far inserire l'operazione nella lista dell'indice Small Cap del NASDAQ", dice senza ombra di ilarità il CEO di GGF Hans Pandeya, che al momento manca ancora dei fondi necessari a concludere l'acquisizione del portale ma che evidentemente pensa già in grande per il nuovo acquisto della sua società.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L'affascinante idea del brand "The Pirate Bay" in lista tra i titoli tecnologici di Wall Street, accanto a nomi come Microsoft, Adobe ed Electronic Arts, avrebbe secondo Pandeya un suo perché in virtù della forte presa della Baia (o a questo punto del suo ricordo) nel mercato nordamericano, e non a caso le parti che più hanno espresso interesse in tutta l'operazione The Pay Bay sono - sempre secondo quanto sostiene Pandeya - riconducibili al mercato USA.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;GGF continua insomma ad alimentare grandi speranze per tutti e rassicura: gli utenti di The Pay Bay nemmeno noteranno la differenza tra il "prima" e il "dopo" la mutazione di pelle dell'ex-ricettacolo prediletto dai bucanieri del P2P, mentre tutti gli ostacoli ancora presenti sul cammino di dollari della Baia verranno risolti in tempo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;GGF troverà i soldi (che non ha ancora), risolverà i guai legali del sito (che rimane il nemico numero uno dell'industria multimediale nei sette mari e sui cinque continenti) e riuscirà a portare a termine quello che nessuno è ancora riuscito a fare, vale a dire strappare un super-fanta-mega-accordo con i maggiorenti del copyright capace di coprire tutti, dalle Big Four del disco all'intera Hollywood, passando per le etichette indie, il produttore di quartiere e i network televisivi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Riguardo alle major musicali un accordo sarebbe prossimo, dice Pandeya, anche se non specifica null'altro se non che si tratterebbe di una delle Big Four di cui sopra (quindi EMI, Universal, Sony Music o Warner Music). GGF pensa in grande anche per il "dopo" The Pay Bay, sostenendo di voler assimilare l'intera scena del P2P facendo acquisti tra gli altri portali e tracker basati su BitTorrent.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E mentre l'intrepido provider di Internet cafè va in brodo di giuggiole, c'è qualcuno che parlotta sullo sfondo: Peter Sunde aka Brokep, lo storico portavoce della ex-Baia dei pirati svedesi ora passato a una vita migliore pretende di cominciare una carriera politica come governatore di Gotland, la più grande delle isole svedesi nel Mar Baltico. Sunde vanta nel suo curriculum amicizie presidenziali particolari (il presidente del Brasile Lula) e una "presa" politica su milioni di persone che la pensano come lui. E ci sarebbe da fermarsi e ragionarci su, se "Ernesto" di TorrentFreak non confermasse all'istante che si tratta solo di uno scherzo dettato dalla smargiasseria genetica del protagonista.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Alfonso Maruccia&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4233971196001701926-1381014842922251749?l=laluna60minuti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://laluna60minuti.blogspot.com/feeds/1381014842922251749/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://laluna60minuti.blogspot.com/2009/08/pay-bay-la-telenovela-continua.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4233971196001701926/posts/default/1381014842922251749'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4233971196001701926/posts/default/1381014842922251749'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://laluna60minuti.blogspot.com/2009/08/pay-bay-la-telenovela-continua.html' title='The Pay Bay, la telenovela continua'/><author><name>Pasquale</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_t53lG7pBDMI/SYgUmVRoydI/AAAAAAAAACk/EDs5JC0IgMk/S220/PICT1830.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4233971196001701926.post-2643608187817621013</id><published>2009-08-05T20:52:00.000+02:00</published><updated>2009-08-05T20:54:12.028+02:00</updated><title type='text'>Canada, BitTorrent invoca la net neutrality</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Nel corrente dibattito in merito alla net neutrality avviato dall'organizzazione di controllo canadese CRTC (Canadian Radio-television and Telecommunications Commission), BitTorrent Inc. ha deciso di far sentire la propria voce in sostegno di una Internet libera e disponibile per tutti, senza limitazioni o filtri invalidanti per qualsivoglia applicazione tecnologica presente e futura. BitTorrent in primis.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L'azienda fondata da Bram Cohen, creatore del più dirompente protocollo di trasmissione dei contenuti degli ultimi anni, interviene (sebbene non invitata in maniera esplicita) nella discussione sulla neutralità della rete canadese parlando senza mezzi termini di una battaglia per l'innovazione e la libertà di espressione, piuttosto che limitarsi a un discorso di mera opportunità tecnologica. Le audizioni già tenute dalla CRTC, conferma il vice-presidente di BitTorrent Simon Morris, "hanno chiaramente evidenziato l'esistenza di una certa gestione discriminatoria del traffico diretta contro il protocollo BitTorrent, un fatto che certamente non sorprende i nostri utenti presenti in Canada".&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Gli ISP della regione dei Grandi Laghi filtrano il file sharing adducendo come motivazione la necessità di garantire un'esperienza di rete uguale per tutti, ma Morris dice al contrario di sperare che "i regolatori agiscano nell'interesse dei cittadini, dell'innovazione e della libertà di parola, piuttosto che in favore dei limitati interessi dei monopoli" della connettività nordamericana.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L'azienda esalta le qualità salvifiche del network BitTorrent nel permettere a chiunque, alle grandi realtà aziendali così come agli individui e ai produttori indie, di raggiungere consumatori, utenti e fan senza la necessità di investire grosse somme di denaro in infrastrutture apposite. È da questo genere di realtà che potrebbe venire la prossima rivoluzione di Internet, dice la società di Cohen, ragion per cui una qualsivoglia pratica di gestione del traffico di rete non dovrebbe assolutamente prevedere alcuna discriminazione verso talune applicazioni e protocolli specifici.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Identica nel tono se non nella forma della testimonianza di BT Inc. è poi la legge Internet Freedom Preservation Act, presentata da alcuni membri della Camera dei Rappresentati statunitense con l'obiettivo di impedire ai provider USA di seguire le orme di Comcast e di interferire con il funzionamento di applicazioni di rete legittime. Anche in questo caso si parla della necessità di salvaguardare l'innovazione tecnologica e si affida alla commissione federale per le comunicazioni (FCC) il compito di indirizzare gli ISP che esprimessero la necessità di gestire in maniera selettiva il traffico dei propri clienti.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Alfonso Maruccia&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4233971196001701926-2643608187817621013?l=laluna60minuti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://laluna60minuti.blogspot.com/feeds/2643608187817621013/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://laluna60minuti.blogspot.com/2009/08/canada-bittorrent-invoca-la-net.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4233971196001701926/posts/default/2643608187817621013'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4233971196001701926/posts/default/2643608187817621013'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://laluna60minuti.blogspot.com/2009/08/canada-bittorrent-invoca-la-net.html' title='Canada, BitTorrent invoca la net neutrality'/><author><name>Pasquale</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_t53lG7pBDMI/SYgUmVRoydI/AAAAAAAAACk/EDs5JC0IgMk/S220/PICT1830.JPG'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4233971196001701926.post-7443317753105075220</id><published>2009-08-04T13:09:00.002+02:00</published><updated>2009-08-04T13:12:44.299+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Copyright'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ebook'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Diritto D&apos;Autore'/><title type='text'>Come Google salverà i libri senza papà</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Se tutte quelle organizzazioni che hanno criticato l'accordo tra Google Book Search e gli editori spendessero lo stesso tempo a fare pressione sul Congresso per leggi migliori su tali tematiche, forse questa diatriba scomparirebbe". Ad offrire consigli è stato Dan Clancy, engineering director del progetto di scansione e pubblicazione di BigG, che ha recentemente parlato nel contesto di una conferenza al Computer History Museum di Mountain View, California.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Le dichiarazioni di Clancy avevano fin dall'inizio un intento ben preciso: illustrare ai presenti e a tutto il mondo digitale i benefici che verranno da quello che era stato definito a maggio un "ecosistema di libri elettronici". Un progetto di pubblicazione massiva sul web che porterà, stando alla visione di Google, un numero sempre maggiore di testi ad essere ricercati e venduti online. Ambizioni da grande seller che sono venute fuori dalle parole di Clancy, cercando di spiegare che non bisogna aver timore dell'accordo tra l'azienda di Mountain View e le case editrici.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Lanciato nel 2004 come Google Print, il progetto prevedeva una grande opera di scansione dei testi, utilizzando una tecnologia di riconoscimento a caratteri ottici, per poi indicizzarli in formato digitale attraverso il search engine più cliccato al mondo. Questa Googleteca era stata aspramente criticata appena un anno dopo, a partire da una class action guidata da Authors Guild, associazione statunitense degli autori, convinta che BigG volesse rendere accessibile materiale protetto dal diritto d'autore senza averne l'autorizzazione. L'affronto alla proprietà intellettuale, tuttavia, era stato lavato da entrambe le parti con un accordo extragiudiziale di 125 milioni di dollari.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il negoziato era stato il frutto di un generale e progressivo ammorbidimento dei toni, lasciando a Google la possibilità di scansionare libri protetti dal copyright, non più in corso di stampa e, soprattutto, privi di un detentore dei diritti rintracciabile per ottenere un'autorizzazione a procedere. Come ha fatto notare Clancy, un modo intelligente per dare a queste opere orfane una visibilità resa impossibile dalle strategie aziendali, non interessate a volumi privi di un'appetibilità commerciale. Una nuova vita con una nuova pelle elettronica che, tuttavia, ha suscitato ancora più di una critica.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;A puntare il dito contro l'accordo, Internet Archive, che ha fatto notare prima della conferenza tenuta da Clancy: "Nessuno ha le stesse protezioni legali di cui gode Google". L'organizzazione no profit per la costruzione di una biblioteca digitale libera ha suggerito alle parti in causa di estendere queste capacità legali a tutti coloro che vorranno digitalizzare le opere orfane. Altrimenti, lasciare i libri senza padre fuori dall'accordo e trovare delle soluzioni legislative, anziché sottoporre un negoziato di natura privata ad una corte federale.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Alla corte, infatti, spetterà il compito di approvare il negoziato, sicuramente entro il mese di ottobre. Lo U.S. Department of Justice sta inoltre conducendo un'inchiesta antitrust sulla stretta di mano tra Google ed editori. Intanto Clancy ha parlato di un progetto decisamente oneroso, a partire da circa 100 milioni di dollari da investire nelle opere di digitalizzazione dei testi. 34 milioni verranno versati per creare un Book Rights Registry che farà da database per le informazioni riguardanti i detentori dei diritti e che prevederà l'esborso di almeno 45 milioni di dollari a loro favore in caso di riproduzione senza autorizzazione. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;I piani di BigG sono chiari: sviluppare un algoritmo capace di trovare il prezzo ideale per Google Editions. Clancy ha parlato coi numeri: 50 per cento dei titoli a meno di sei dollari, almeno inizialmente. E, rispondendo a chi ha espresso preoccupazioni su un probabile monopolio, ha dichiarato: "Secondo il patto, i detentori dei diritti hanno la possibilità di scegliere tra l'essere dentro o fuori la nostra indicizzazione: rispetteremo ogni decisione".&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Mauro Vecchio&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4233971196001701926-7443317753105075220?l=laluna60minuti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://laluna60minuti.blogspot.com/feeds/7443317753105075220/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://laluna60minuti.blogspot.com/2009/08/come-google-salvera-i-libri-senza-papa.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4233971196001701926/posts/default/7443317753105075220'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4233971196001701926/posts/default/7443317753105075220'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://laluna60minuti.blogspot.com/2009/08/come-google-salvera-i-libri-senza-papa.html' title='Come Google salverà i libri senza papà'/><author><name>Pasquale</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_t53lG7pBDMI/SYgUmVRoydI/AAAAAAAAACk/EDs5JC0IgMk/S220/PICT1830.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4233971196001701926.post-4829331621492771774</id><published>2009-08-03T15:23:00.002+02:00</published><updated>2009-08-03T15:46:38.581+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='P2P'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='File Sharing'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='RIAA'/><title type='text'>P2P, 675mila dollari per 30 brani</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non si è trattato di uso legittimo, non si è distinto fra abuso del diritto di riproduzione e violazione del diritto di distribuzione: Joel Tenenbaum ha consapevolmente violato il diritto d'autore. Nonostante fosse supportato da un team legale più che agguerrito, Tenenbaum ha capitolato: alla giuria è spettato solo accordarsi sull'entità del risarcimento: 675mila dollari.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Tenenbaum, 25enne laureato presso l'Università di Boston, è uno dei pochi cittadini statunitensi accusati di violazione del diritto d'autore ad aver affrontato i detentori dei diritti in tribunale, senza piegarsi alle richieste di accordo che l'industria dei contenuti avanza nei confronti di coloro che vengono colti ad abusare della propria connettività. Ha perseverato nel difendere la propria posizione, è stato affiancato dall'avvocato Charles Nesson, docente di Harvard, e dai suoi studenti. Il manipolo di avvocati della difesa era pronto a sbaragliare le accuse scagliate da Sony, avrebbe voluto garantire una visibilità globale alla decostruzione delle testimonianze e delle strategie dell'industria, avrebbe voluto infliggere ai colossi del copyright un fendente mediatico capace di sgretolare anni di pressioni esercitate sui cittadini della rete. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L'obiettivo era quello di fare leva sull'incostituzionalità degli strumenti imbracciati da RIAA: Nesson avrebbe voluto dimostrare che l'uso di strategie di controllo delle reti P2P quali quelle offerte da MediaSentry costituiscano una violazione del diritto alla riservatezza del cittadino; avrebbe voluto mettere in luce come l'industria tenda a confondere l'atto di condividere con l'atto di di distribuire i file, avrebbe voluto fare chiarezza sull'impossibilità di stimare l'entità delle richieste di risarcimento senza disporre delle prove dell'avvenuta disseminazione delle opere in questione. La tattica della difesa si è infranta contro il passato di Tenenbaum.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Durante le udienze non si è discusso di fair use, istituto che a parere del giudice Nancy Gernter non può dilatarsi tanto da ricomprendere la violazione del copyright per uso personale, non ci si è soffermati sui diritti garantiti dalla Carta Costituzionale, né si è mossi sul crinale che distingue diritto di distribuzione, messa a disposizione e riproduzione. Semplicemente si è ricostruita la storia a partire dal canovaccio presentato in tribunale dagli avvocati di Sony: al 10 agosto 2004, questo mostravano le informazioni raccolte dall'industria a mezzo MediaSentry e con la collaborazione del provider che serviva il giovane, Tenenbaum deteneva nella cartella condivisa del proprio client P2P 800 brani musicali. L'analisi dei trascorsi del computer di Tenenbaum ha mostrato che il giovane, fin dal 1999, si è abbeverato al P2P con la mediazione di numerosi client, senza tenere conto degli avvertimenti già recapitati dall'industria a suo carico. È stato accusato da Sony di aver violato la legge sul diritto d'autore per aver scaricato e condiviso 30 brani.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;"L'ho fatto, sì": così Tenenbaum ha risposto all'incalzare delle domande dell'accusa, così, di fronte agli screenshot catturati da MediaSentry, ha ammesso di aver agito con "l'obiettivo di ottenere la massima quantità di musica possibile con il minimo sforzo". Il 25enne ha ceduto le armi, ha riconosciuto di aver mentito nelle precedenti deposizioni.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Poco importa che l'avvocato Nesson abbia osservato che "Chiunque può scaricare canzoni senza pagare" e che "milioni e milioni di persone l'hanno fatto", poco importa che "Joel è solo uno di questi milioni": il giudice ha dichiarato Tenenbaum colpevole, alla giuria popolare è rimasto solo il compito di preparare il conto. Ai dieci giurati, dopo la colorita arringa densa di riferimenti alla buona fede di Tenenbaum e alla dipendenza data dalla musica che fluisce sui circuiti P2P, è stata affidata la responsabilità di soppesare il caso di Tenenbaum e di stabilire l'entità del risarcimento, oscillando tra un minimo di 750 dollari per brano fino ad un massimo di 150mila dollari.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Si è deciso per 675mila dollari, il corrispettivo di 473mila euro, oltre 15.700 euro a brano il prezzo da pagare. È una somma più contenuta rispetto ai quasi due milioni di dollari chiesti a Jammie Thomas, protagonista del primo caso di violazione del diritto d'autore a mezzo P2P che si sia risolto in un processo, ma si tratta in ogni caso di un risarcimento che Nesson ha definito "da bancarotta".&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Tenenbaum ha dichiarato di non poter pagare, Nesson ha promesso il ricorso in appello. RIAA, che sembrava voler rinunciare a scagliarsi personalmente contro gli utenti per condurre le propria crociata con la mediazione dei provider, esprime soddisfazione per l'esito del caso, per aver redento il giovane: "apprezziamo il fatto che il signor Tenenbaum abbia alla fine riconosciuto che gli artisti e le etichette meritino di essere pagate per il proprio lavoro. Fin dall'inizio il caso ruotava attorno a questo - commentano i rappresentanti dell'industria della musica in un comunicato - ci saremmo solo augurati che lo avesse fatto prima, invece di mentire a proposito del suo comportamento illegale".&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Gaia Bottà&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4233971196001701926-4829331621492771774?l=laluna60minuti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://laluna60minuti.blogspot.com/feeds/4829331621492771774/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://laluna60minuti.blogspot.com/2009/08/p2p-675mila-dollari-per-30-brani.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4233971196001701926/posts/default/4829331621492771774'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4233971196001701926/posts/default/4829331621492771774'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://laluna60minuti.blogspot.com/2009/08/p2p-675mila-dollari-per-30-brani.html' title='P2P, 675mila dollari per 30 brani'/><author><name>Pasquale</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_t53lG7pBDMI/SYgUmVRoydI/AAAAAAAAACk/EDs5JC0IgMk/S220/PICT1830.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4233971196001701926.post-556812397423410931</id><published>2009-08-01T02:05:00.001+02:00</published><updated>2009-08-01T02:10:47.770+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ebook'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Kindle'/><title type='text'>Prof, l'ebook mi ha mangiato i compiti</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Un tempo, le scuse per non aver portato i compiti in classe abbondavano, soprattutto in fantasia: uno dei grandi classici era l'indisciplinato cagnolino, seguito da pestifere sorelle minori e altri curiosi accidenti. Ora, nella moderna realtà tecnologica, questi pilastri della menzogna sono stati affiancati da nuovi espedienti come, ad esempio: "Professoressa, Amazon mi ha cancellato l'ebook". Un &lt;a href="http://www.boingboing.net/2009/07/30/high-school-student-1.html"&gt;recente caso&lt;/a&gt; ha, tuttavia, confermato che questa potrebbe essere molto più di una semplice bravata da studente pigro: &lt;b&gt;il libro elettronico è effettivamente sparito nel nulla&lt;/b&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Un liceale statunitense ha infatti deciso di avviare una &lt;b&gt;causa&lt;/b&gt; contro &lt;i&gt;Amazon.com&lt;/i&gt;, colpevole di aver cassato alcuni titoli regolarmente acquistati nella loro forma digitale da utenti &lt;i&gt;Kindle&lt;/i&gt;. Utenti come il diciassettenne Justin D. Gawronski dal Michigan che ha visto volare via da un giorno all'altro la sua copia di &lt;i&gt;1984 di George Orwell&lt;/i&gt;. Un bel problema, dato che al ragazzo era stato assegnato il compito estivo di annotare alcune riflessioni per ogni 100 pagine del romanzo, prima di stilare un tema da presentare in classe a settembre. Riflessioni ora del tutto svanite.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La causa, depositata presso la Corte distrettuale di Seattle, è&lt;a href="http://www.seattlepi.com/local/6420ap_wa_orwellian_lawsuit.html?source=mypi"&gt; stata avviata&lt;/a&gt; insieme ad Antoine J. Bruguier, lettore adulto dalla California, che intendono chiedere lo status di &lt;i&gt;class action&lt;/i&gt;. Richiesti danni di natura non ancora specificata per tutti gli utenti &lt;i&gt;Kindle&lt;/i&gt; che hanno vissuto le strane sparizioni di opere come &lt;i&gt;La Fattoria degli Animali&lt;/i&gt;, con l'aggiunta dell'ingiunzione ad evitare ulteriori cancellazioni. Amazon, stando ai documenti presentati in tribunale, non ha avvertito gli utenti di essere in possesso del diritto o della facoltà tecnologica di rimuovere il contenuto digitale acquisito attraverso i Kindle store.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Amazon aveva spiegato i &lt;a href="http://punto-informatico.it/2676127/PI/News/se-amazon-diventa-un-big-brother.aspx"&gt;motivi&lt;/a&gt; delle sparizioni, ribaditi recentemente dal portavoce Drew Herdener: "questi libri sono stati aggiunti al nostro catalogo da terze parti che non avevano i diritti". Copie illegali dunque che erano state rimborsate dall'azienda su tutto il territorio statunitense, scatenando lo stesso una pioggia di critiche, fino alla causa intentata dal giovane Gawronski. "Le aziende tecnologiche - ha spiegato l'avvocato Jay Edelson - sentono di avere il diritto di accedere a proprietà personali solo perché ne hanno la capacità, ma questo è contrario al 100 per cento alle leggi di questo paese".&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Mauro Vecchio&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4233971196001701926-556812397423410931?l=laluna60minuti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://laluna60minuti.blogspot.com/feeds/556812397423410931/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://laluna60minuti.blogspot.com/2009/08/prof-lebook-mi-ha-mangiato-i-compiti.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4233971196001701926/posts/default/556812397423410931'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4233971196001701926/posts/default/556812397423410931'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://laluna60minuti.blogspot.com/2009/08/prof-lebook-mi-ha-mangiato-i-compiti.html' title='Prof, l&apos;ebook mi ha mangiato i compiti'/><author><name>Pasquale</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_t53lG7pBDMI/SYgUmVRoydI/AAAAAAAAACk/EDs5JC0IgMk/S220/PICT1830.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4233971196001701926.post-7984592796221898235</id><published>2009-07-31T11:42:00.004+02:00</published><updated>2009-08-02T00:19:59.155+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='File Sharing'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='FIMI'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Pirate Bay'/><title type='text'>Baia, l'Italia chiede il conto</title><content type='html'>&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify" align="justify"&gt;Un milione di euro tondo tondo: questo è quanto l'industria della musica italiana chiede a The Pirate Bay a titolo di risarcimento per essersi macchiata della violazione del diritto d'autore. Quella di The Pirate Bay, continua a sostenere l'industria della musica, è un'attività condotta a scopo di lucro: dovrebbe corrispondere ai detentori dei diritti quanto necessario a compensare le violazioni.&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify" align="justify"&gt;The Pirate Bay si è svincolata dal sequestro che l'aveva investita lo scorso agosto: il Tribunale del Riesame di Bergamo ha stabilito che i provider dovessero smettere di dirottare il traffico dei cittadini della rete, ma non si è pronunciata in merito alla colpevolezza o l'innocenza dei responsabili della Baia. Le indagini condotte dalla Guardia di Finanza non sono ancora sfociate in una sentenza e l'industria italiana della musica ha ora avanzato le proprie richieste.&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify" align="justify"&gt;Chiede un conto di un milione di euro, una cifra sostenuta dal fatto che, spiega FIMI in un comunicato, "l'attività del sito genera copiosi profitti per i loro gestori attraverso la presenza di banner pubblicitari". Gli amministratori del tracker, anche in occasione del processo che ha condotto alla disfatta della Baia in terra svedese, hanno sempre sostenuto che l'attività di The Pirate Bay rendesse il necessario a mantenere l'infrastruttura e a continuare a metterla a disposizione dei cittadini della rete.&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify" align="justify"&gt;Si tratta di una strategia difensiva che non è valsa l'assoluzione, si tratta di una strategia difensiva che a parere di FIMI e FPM sarebbe contraddetta con nettezza dal fatto che la Baia sia stata messa in vendita. "La richiesta di risarcimento - ha spiegato il presidente di FIMI Enzo Mazza - si basa anche sul principio che vendendo il sito a terzi, i fondatori hanno confermato che l'intera operazione illecita dietro Pirate Bay altro non era che finalizzata a conseguire un fine di lucro e pertanto non è accettabile che qualcuno prenda i soldi e scappi senza rispondere dei danni".&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify" align="justify"&gt;Ma il conto presentato dai rappresentanti italiani dell'industria della musica non è l'unico fronte ancora aperto. Acque tempestose si infrangono sulle rive della Baia: al destino incerto sul fronte dell'acquisizione, alle numerose controversie con cui i detentori dei diritti vorrebbero inibire l'accesso a The Pirate Bay in Norvegia, Irlanda e Danimarca, si aggiunge l'azione legale intentata da MPAA, che ha chiesto la chiusura dei rubinetti della banda che alimenta la piattaforma. &lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify" align="justify"&gt;Una richiesta a cui si aggiunge quella avanzata dalla corte distrettuale che sta esaminando la posizione della Baia in terra olandese: BREIN, in nome dei detentori dei diritti, ha chiesto e ottenuto che il tribunale emettesse nei confronti dei gestori della Baia un'ingiunzione a desistere dalle violazioni. I nocchieri della Baia dovranno inoltre provvedere a rendere inaccessibile agli utenti olandesi il sito, i server, i tracker e i database: qualora non dovessero attenersi all'ordinanza, sul loro capo si abbatterebbero sanzioni per un massimo di 3 milioni di euro, 30mila euro per ogni giorno lasciato trascorrere senza aver arginato le violazioni e 30mila euro per ogni giorno in più senza aver impedito ai netizen olandesi di accedere al sito.&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify" align="justify"&gt;Gaia Bottà&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4233971196001701926-7984592796221898235?l=laluna60minuti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://laluna60minuti.blogspot.com/feeds/7984592796221898235/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://laluna60minuti.blogspot.com/2009/07/baia-litalia-chiede-il-conto.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4233971196001701926/posts/default/7984592796221898235'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4233971196001701926/posts/default/7984592796221898235'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://laluna60minuti.blogspot.com/2009/07/baia-litalia-chiede-il-conto.html' title='Baia, l&apos;Italia chiede il conto'/><author><name>Pasquale</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_t53lG7pBDMI/SYgUmVRoydI/AAAAAAAAACk/EDs5JC0IgMk/S220/PICT1830.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4233971196001701926.post-1007402330374585707</id><published>2009-07-30T09:56:00.002+02:00</published><updated>2009-08-02T00:24:14.751+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Coldplay'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='File Sharing'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Crisi'/><title type='text'>UK, la musica non va in crisi</title><content type='html'>&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;FPer tranquillizzare chi esprimeva dubbi e preoccupazioni sul futuro della vendita di musica, potrebbero forse bastare i dati diffusi dalla collecting society britannica PRS Music. Il report in cui si analizzano le tendenze dell'industria musicale britannica rivela come nel 2008 non si sia assistito rispetto all'anno precedente ad una diminuzione del fatturato.&lt;br /&gt;Al contrario, secondo PRS, società che unisce autori, compositori ed editori, almeno oltremanica la crisi economica non avrebbe avuto effetti negativi sull'industria musicale. In base a quanto emerso dallo studio, infatti, il fatturato del settore sarebbe aumentato di quasi cinque punti percentuali, raggiungendo i 3,6 miliardi di sterline, oltre 5 miliardi di euro.&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;A contribuire a questo aumento avrebbero pensato i concerti. Sarebbe pari al 13 per cento l'aumento dei ricavi annuali della musica dal vivo.&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Altro dato importante dello studio PRS è quello che riguarda il B2B, il cui mercato si sarebbe avvicinato al miliardo e mezzo di euro, con un aumento di dieci punti percentuali rispetto al 2007, che lo ha portato a rappresentare un terzo dell'intero mercato musicale britannico.&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Rilevante sarebbe anche il dato che riguarda la diffusione della musica britannica negli States e in Canada. Nel 2008 ogni 10 album venduti negli Stati Uniti, uno sarebbe di un artista britannico e, tra tutti questi, il più venduto in assoluto sarebbe stato Viva la Vida dei Coldplay, con un ricavo di oltre 2 milioni di sterline.&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;È interessante notare come i download digitali continuino ad occupare un ruolo marginale nel Regno Unito. La percentuale rispetto al totale dei ricavi del settore sarebbe del 15 per cento.&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Federica Ricca&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4233971196001701926-1007402330374585707?l=laluna60minuti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://laluna60minuti.blogspot.com/feeds/1007402330374585707/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://laluna60minuti.blogspot.com/2009/07/uk-la-musica-non-va-in-crisi.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4233971196001701926/posts/default/1007402330374585707'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4233971196001701926/posts/default/1007402330374585707'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://laluna60minuti.blogspot.com/2009/07/uk-la-musica-non-va-in-crisi.html' title='UK, la musica non va in crisi'/><author><name>Pasquale</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_t53lG7pBDMI/SYgUmVRoydI/AAAAAAAAACk/EDs5JC0IgMk/S220/PICT1830.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4233971196001701926.post-2899599242163140125</id><published>2009-07-29T13:15:00.003+02:00</published><updated>2009-08-02T00:29:18.703+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='P2P'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='File Sharing'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Copyright'/><title type='text'>Spagna, rosso diretto al copyright</title><content type='html'>&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;PIl sito spagnolo &lt;a href="http://www.rojadirecta.com/"&gt;Rojadirecta&lt;/a&gt; ha vinto il primo round contro i titolari dei diritti televisivi che lo accusavano di violazione del copyright. Il procedimento nei suoi confronti è stato archiviato perché "&lt;b&gt;il fatto non sussiste&lt;/b&gt;".&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Rojadirecta è uno dei portali più famosi per quanto riguarda lo streaming: permette ai suoi utenti di vedere in diretta e gratuitamente i principali eventi sportivi, sia spagnoli che internazionali, soprattutto calcio ma anche tennis, football e gli altri incontri più richiesti.&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Il sito era stata portato in tribunale da &lt;i&gt;Audiovisual Sport&lt;/i&gt;, maggior detentore spagnolo di diritti televisivi, editore anche del quotidiano &lt;i&gt;El Pais&lt;/i&gt; e della rete televisiva &lt;i&gt;Cuatro&lt;/i&gt;, nonché titolare dei diritti sulla trasmissione della Liga e della Coppa del Re, eventi dall'elevato share di ascolti offerti anche da Rojadirecta.&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Il giudice di Madrid ha archiviato il caso perché "il fatto non sussiste": secondo quanto riferito dall'amministratore di Rojadirecta, Audiovisual Sport avrebbe accusato il sito di "mettere a disposizione degli utenti dei software di decodifica per guardare i programmi criptati da loro trasmessi in Spagna, facendo dunque riferimento ad una legge creata per impedire alle persone di utilizzare i decoder delle tv satellitari senza pagare".&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;La legge cui avrebbero fatto riferimento gli avvocati del gigante spagnolo dei diritti televisivi, dunque, richiedeva di verificare l'esistenza di mezzi attraverso cui il sito avrebbe favorito la decodifica illegittima dei segnali. Tuttavia, dal momento che gli esperti della polizia hanno potuto verificare che il sistema P2P di Rojadirecta questo non lo fa, il giudice non ha potuto che chiudere il caso. &lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;"Il sito - si legge nella sentenza - non fornisce alcun codice necessario per decriptare il segnale televisivo, né realizza connessioni con programmi in grado di decodificarlo". I programmi che fornisce sono in Rete accessibili a tutti e, sottolinea il giudice "liberi, aperti e gratuiti". Per quanto riguarda i contenuti, poi, il sito non contiene propriamente nulla, se non una lista di link http che permette di collegarsi a siti terzi, dislocati in altri Paesi, che offrono l'evento in streaming oppure che portano al file torrent dell'evento.&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;D'altronde, gli stessi eventi che in Spagna sono in pay per view (e codificati in modo da non essere accessibili a tutti), in altre parti del mondo vengono trasmessi decodificati e possono arrivare direttamente in Rete attraverso programmi liberamente accessibili. La proprietà intellettuale sulle trasmissioni acquisita da Audiovisual Sport, inoltre, è limitata territorialmente.&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;La Corte ha adottato un punto di vista particolare in materia di valutazione dei compensi, giudicando quelli ricevuti da Rojadirecta non direttamente correlati all'atto di rendere disponibili i link agli eventi sportivi. I guadagni del sito derivano, infatti, da compensi pubblicitari indiretti. &lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Stessa vittoria giudiziaria avevano ottenuto in Spagna sia il sito TvMix (sempre accusato da Audiovisual) che fornisce lo stesso servizio di Rojadirecta, sia il sito Elrincondejesus che permette di scaricare film sia via BitTorrent che con Emule: quest'ultimo era stato chiamato in causa dalla &lt;i&gt;Sociedad General de Autores y Editores&lt;/i&gt; (SGAE, la SIAE spagnola), ma il Tribunale, valutando l'assenza di fine di lucro, ha giudicato lecito l'interscambio di contenuti.&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Intanto i detentori di diritti televisivi degli altri Paesi guardano al caso Rojadirecta con preoccupazione, in particolare Cile e Argentina, dove l'emittente televisiva Torneos y Competencias (TyC) ha affermato di temerne i contraccolpi e minacciato azioni legali contro i diffusori argentini che hanno intenzione di utilizzare il sito spagnolo, quali Justin.tv e Futbolarg.com.ar.&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Aspettando il probabile appello da parte di Audiovisual Sport, sembra dunque che in materia di copyright la Spagna stia adottando una linea differente al resto d'Europa, che resta invece legata ai destini del caso The Pirate Bay e alla dottrina Sarkozy. &lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Claudio Tamburrino&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4233971196001701926-2899599242163140125?l=laluna60minuti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://laluna60minuti.blogspot.com/feeds/2899599242163140125/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://laluna60minuti.blogspot.com/2009/07/spagna-rosso-diretto-al-copyright.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4233971196001701926/posts/default/2899599242163140125'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4233971196001701926/posts/default/2899599242163140125'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://laluna60minuti.blogspot.com/2009/07/spagna-rosso-diretto-al-copyright.html' title='Spagna, rosso diretto al copyright'/><author><name>Pasquale</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_t53lG7pBDMI/SYgUmVRoydI/AAAAAAAAACk/EDs5JC0IgMk/S220/PICT1830.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4233971196001701926.post-6065832675868854730</id><published>2009-07-28T01:07:00.002+02:00</published><updated>2009-08-02T00:37:38.789+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='P2P'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='File Sharing'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Pirate Bay'/><title type='text'>Un protocollo per ammazzare il P2P?</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;C'è un nuovo sceriffo nella città dello sharing selvaggio. Si chiama Peer Authorization Protocol (PAP), ed è l'ultima di una lunga serie di (sin qui fallimentari) trovate volte a blindare il file sharing, chiudere fuori dalla porta i pirati somministrando loro contenuti "avvelenati" e permettere ai tremebondi provider di contenuti di espandersi come mai è stato possibile sino a ora, giovandosi delle infinite possibilità di business (o presunte tali) aperte grazie a un P2P legale al 100 per 100.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il nuovo protocollo PAP viene descritto nello studio Proactive Content Poisoning To Prevent Collusive Piracy in P2P File Sharing, pubblicato su IEEE Transactions on Computers e realizzato da due ricercatori dell'UCLA nell'aprile del 2008. Il sistema, di cui si ha notizia solo ora, prevede in sostanza una forma di identificazione proattiva dei condivisori a sbafo attivi sui network di P2P, definiti nel corso dello studio con appellativi quali "collusi", "pirati" e altri appellativi decisamente connotati.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Al contrario dei sistemi di p2p poisoning sin qui impiegati (senza successo alcuno) dalla suddetta industria, il protocollo PAP è capace di riconoscere i "pirati" scremandoli dai condivisori legittimi (e paganti) attraverso un meccanismo di reputazione assegnata in automatico ai peer. Chi venisse identificato come pirata si vedrebbe recapitare pacchetti di dati non validi, non riuscendo a lungo andare a completare il download non avendo evidentemente corrisposto il pagamento dovuto per il servizio.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;PAP, che secondo gli autori dello studio ha dimostrato di avere una percentuale di successo a dir poco stellare (il 99,9 per cento) per le reti di file sharing che fanno uso dell'hashing a livello di file (Gnutella, KaZaA, LimeWire e compagnia) e un risultato ben più che decoroso (85-98%) con i network in cui l'hashing viene condotto a livello di parti di file (eMule, Shareaza, Morpheus eccetera), viene descritto come un toccasana per le reti di distribuzione digitale legittime perfettamente integrate all'interno dei più vasti network a scambio indiscriminato.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Per poter funzionare a dovere, però, il sistema necessita di client programmati alla bisogna che integrino tutti i meccanismi di protezione e autenticazione descritti nello studio, una prospettiva alla luce della quale PAP andrebbe più propriamente descritto con un mezzo per realizzare store digitali sfruttando le stesse reti frequentate dai "pirati", piuttosto che un mezzo per ridurre al lumicino il file sharing tout court. Dai dati forniti dagli autori, inoltre, l'effetto dei pacchetti avvelenati sugli scambi condotti via BitTorrent risulta poco meno che risibile.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Alfonso Maruccia&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4233971196001701926-6065832675868854730?l=laluna60minuti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://laluna60minuti.blogspot.com/feeds/6065832675868854730/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://laluna60minuti.blogspot.com/2009/07/un-protocollo-per-ammazzare-il-p2p.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4233971196001701926/posts/default/6065832675868854730'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4233971196001701926/posts/default/6065832675868854730'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://laluna60minuti.blogspot.com/2009/07/un-protocollo-per-ammazzare-il-p2p.html' title='Un protocollo per ammazzare il P2P?'/><author><name>Pasquale</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_t53lG7pBDMI/SYgUmVRoydI/AAAAAAAAACk/EDs5JC0IgMk/S220/PICT1830.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4233971196001701926.post-8978258481752321317</id><published>2009-07-27T02:00:00.001+02:00</published><updated>2009-08-02T00:40:20.640+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='SIAE'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Legal Bay'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Diritto D&apos;Autore'/><title type='text'>In SIAE fermenta The Legal Bay</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Si chiama Legal Bay l'entità telematica con cui SIAE si propone di domare il traffico dei contenuti, creando un portale da cui gli utenti possano attingere materiale nel &lt;b&gt;pi&lt;/b&gt;&lt;b&gt;eno rispetto della legalità&lt;/b&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il progetto per la creazione di questo nuovo servizio è stato presentato ieri presso la sede degli uffici SIAE a Roma e dovrebbe coinvolgere operatori del mercato, artisti e detentori dei diritti la cui collaborazione è ritenuta fondamentale per tracciare le linee guida che porteranno alla nascita della nuova&lt;i&gt; Baia della SIAE&lt;/i&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;SIAE partecipa &lt;a href="http://punto-informatico.it/cerca.aspx?s=siae+comitato+tecnico&amp;amp;t=4"&gt;attivamente&lt;/a&gt; al &lt;i&gt;Comitato tecnico contro la Pirateria Digitale e Multimediale&lt;/i&gt; istituito presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri per trovare una &lt;b&gt;soluzione definitiva al fenomeno del file-sharing illegale&lt;/b&gt;, peraltro già &lt;a href="http://punto-informatico.it/2668844/PI/News/che-download-non-sia-piu-pirata.aspx"&gt;auspicata&lt;/a&gt; dal Commissario Europeo Viviane Reding e, con toni diversi, dalla &lt;a href="http://www.altroconsumo.it/giustizia/20090123/proposta-di-legge-Attach_s231163.pdf"&gt;pr&lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.altroconsumo.it/giustizia/20090123/proposta-di-legge-Attach_s231163.pdf"&gt;oposta di legge presentata dall'onorevole Barbareschi&lt;/a&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Resta da vedere quali saranno le modalità con cui il progetto prenderà forma, anche se l'annunciata partnership con alcuni operatori telefonici potrebbe lasciar presagire l'avvento di una nuova voce sulle bollette telefoniche.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Giorgio Pontico&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4233971196001701926-8978258481752321317?l=laluna60minuti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://laluna60minuti.blogspot.com/feeds/8978258481752321317/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://laluna60minuti.blogspot.com/2009/07/in-siae-fermenta-legal-bay.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4233971196001701926/posts/default/8978258481752321317'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4233971196001701926/posts/default/8978258481752321317'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://laluna60minuti.blogspot.com/2009/07/in-siae-fermenta-legal-bay.html' title='In SIAE fermenta The Legal Bay'/><author><name>Pasquale</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_t53lG7pBDMI/SYgUmVRoydI/AAAAAAAAACk/EDs5JC0IgMk/S220/PICT1830.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4233971196001701926.post-2151207159578769181</id><published>2009-07-27T01:52:00.001+02:00</published><updated>2009-08-02T00:46:53.762+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Copyright'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Copyleft'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Creative Commons'/><title type='text'>Creative Commons, tutto in una mappa</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ad un anno dall'avvio ufficiale, uno studio su numero e diffusione delle licenze &lt;i&gt;Creative Commons&lt;/i&gt; tira le prime somme.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In un discorso all'Università di Harvard, dal titolo "Mapping the Global Commons: A Quantitative Perspective on Free Cultural Practice" il prof. Giorgos Chelitiotis dell'Università di Singapore ha provato a fare una panoramica sullo stato di salute e sul futuro delle licenze aperte. Afferma infatti che se i lavori di Lessig e "Viral Spiral" di Bollier rappresentano già la storia dei &lt;i&gt;digital common&lt;/i&gt;, allora potrebbe già essere tempo per osservare più attentamente caratteristiche ed effetti del movimento.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Quante persone utilizzano le licenze CC nel mondo? Che grado di libertà conferiscono? Che "flusso culturale" generano le possibilità di condivisione, remix e riuso? Sono le principali domande cui cerca di dar risposta con il suo gruppo di ricerca e in collaborazione con&lt;a href="http://creativecommons.org/"&gt; Creative Commons.&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Per effettuare un'analisi statistica sull'adozione di CC nel mondo ha riferito dei risultati ottenuti dal progetto &lt;a href="http://monitor.creativecommons.org/Main_Page"&gt;CC-Monitor&lt;/a&gt;, una piattaforma wiki, ancora nella versione beta, che raccoglie i dati di sviluppo delle licenze open (per il momento solo CC). Il progetto, che si basa su dati estrapolati da un gran numero di ricerche giornalmente effettuate su Yahoo, Google e altri motori di ricerca in un lungo periodo, mostra la diffusione di CC nei singoli stati ed il &lt;i&gt;Freedom score&lt;/i&gt; relativo ad ognuno, punteggio ponderato in base alle libertà che tali licenze concedono.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ad oggi secondo il sito sono 170.268.161 le licenze così adottate nel mondo, con un freedom score di 3,29 su 6. Al secondo posto per numero di CC assoluto c'è l'&lt;b&gt;Italia con 8.696.745 licenze&lt;/b&gt;, subito sotto alla Spagna e appena sopra gli Stati Uniti. Le unported licence, quelle cioè non localizzate in uno stato preciso sono oltre la metà, ben 109.902.180. Il sito è comunque in pieno sviluppo e se gli utenti non possono intervenire sui dati, possono interagire con commenti e annotazioni.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Per quanto riguardo il flusso generato da queste licenze una volta rilasciate in rete, Cheliotis ha effettuato uno studio sulla produzione di contenuti della community online ccMixter, quindi concentrandosi inizialmente esclusivamente su contenuti musicali. Questo progetto chiamato &lt;a href="http://pml.wikidot.com/visualizations"&gt;Participatory Media Lab&lt;/a&gt; ha sviluppato una serie di grafici che mettono in evidenza le interazioni particolari fra i diversi utenti e il contributo portato dai singoli contenuti alla community tramite il riuso o il remix, disegnando cosi &lt;b&gt;catene di influenza&lt;/b&gt; reciproca che possono essere studiate per interpretare il flusso culturale e i benefici apportati alla community online dalle licenze CC.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Claudio Tamburrino&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4233971196001701926-2151207159578769181?l=laluna60minuti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://laluna60minuti.blogspot.com/feeds/2151207159578769181/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://laluna60minuti.blogspot.com/2009/07/creative-commons-tutto-in-una-mappa.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4233971196001701926/posts/default/2151207159578769181'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4233971196001701926/posts/default/2151207159578769181'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://laluna60minuti.blogspot.com/2009/07/creative-commons-tutto-in-una-mappa.html' title='Creative Commons, tutto in una mappa'/><author><name>Pasquale</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_t53lG7pBDMI/SYgUmVRoydI/AAAAAAAAACk/EDs5JC0IgMk/S220/PICT1830.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4233971196001701926.post-5954313405305225768</id><published>2009-07-20T14:42:00.001+02:00</published><updated>2009-08-02T00:43:14.558+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ebook'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='DLC'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Kindle'/><title type='text'>A scuola con un Kindle</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il think tank statunitense Democratic Leadership Council ha proposto al governo un piano che prevede la diffusione di Kindle nelle scuole.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L'idea del progetto, denominato "Un Kindle in ogni zaino", è quella di sostituire i tradizionali libri di testo con l'ebook reader di Amazon. Secondo il DLC, infatti, ciò porterebbe diversi vantaggi. In primo luogo, la possibilità di aggiornare i testi, e di permettere agli insegnanti di strutturare lo studio in modo personalizzato per ciascuno studente. Inoltre, così facendo i docenti potrebbero avere a disposizione una serie di strumenti aggiuntivi per valutare la preparazione degli alunni.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il progetto prevede un costo di 9 miliardi in più rispetto a quanto speso per i libri scolastici tradizionali ma DLC prevede di poter risparmiare 700 milioni di dollari dal quinto anno in poi. Lo scopo, dunque, sarebbe anche quello di diminuire i costi scolastici.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Attualmente negli States un libro di testo costa mediamente 15 euro, mentre un ebook scolastico per Kindle costerebbe più del doppio. Invece degli attuali 120 dollari, entro il 2012, si stima che con l'adozione di Kindle nelle scuole il costo medio annuale per i testi sostenuto da ogni studente scenderebbe a 80 dollari.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Federica Ricca&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4233971196001701926-5954313405305225768?l=laluna60minuti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://laluna60minuti.blogspot.com/feeds/5954313405305225768/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://laluna60minuti.blogspot.com/2009/07/scuola-con-un-kindle.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4233971196001701926/posts/default/5954313405305225768'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4233971196001701926/posts/default/5954313405305225768'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://laluna60minuti.blogspot.com/2009/07/scuola-con-un-kindle.html' title='A scuola con un Kindle'/><author><name>Pasquale</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_t53lG7pBDMI/SYgUmVRoydI/AAAAAAAAACk/EDs5JC0IgMk/S220/PICT1830.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4233971196001701926.post-1249335010476171334</id><published>2009-07-14T22:00:00.003+02:00</published><updated>2009-08-02T00:51:28.953+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Copyright'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Wikipedia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Creative Commons'/><title type='text'>Se l'arte si ribella a Wikipedia</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La National Portrait Gallery ha appena intrapreso una battaglia contro Wikipedia, o meglio contro un suo utente statunitense che si presenta come DCoetzee.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La decisione di ricorrere alle vie legali sarebbe stata comunicata all'interessato tramite una lettera che è stata poi pubblicata su una pagina di Wikimedia Commons.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Nella lettera, la National Portrait Gallery spiega che contesta all'utente di aver pubblicato su Wikipedia 3300 immagini contenute nel database della galleria, senza rispettare il diritto d'autore.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;DCoetzee avrebbe, in poche parole, scaricato le foto ad alta risoluzione dei dipinti presenti nella collezione della galleria e le avrebbe inserite nella pagina di Wikipedia a lei dedicata. E ciò, secondo la galleria corrisponderebbe ad un reato.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La questione risulta piuttosto spinosa e di difficile interpretazione: i dipinti, appartenendo al periodo vittoriano, non sono più coperti da copyright ma le foto di tali dipinti sì. O almeno sarebbe così oltremanica.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;A complicare la faccenda, quindi, contribuisce la diversa legislazione vigente in Gran Bretagna e negli Stati Uniti. Le foto di pubblico dominio non possono essere soggette a copyright negli USA, ma possono esserlo in Inghilterra e in Galles. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Federica Ricca&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4233971196001701926-1249335010476171334?l=laluna60minuti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4233971196001701926/posts/default/1249335010476171334'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4233971196001701926/posts/default/1249335010476171334'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://laluna60minuti.blogspot.com/2009/07/se-larte-si-ribella-wikipedia.html' title='Se l&apos;arte si ribella a Wikipedia'/><author><name>Pasquale</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_t53lG7pBDMI/SYgUmVRoydI/AAAAAAAAACk/EDs5JC0IgMk/S220/PICT1830.JPG'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4233971196001701926.post-3483397062661873181</id><published>2009-07-14T21:59:00.001+02:00</published><updated>2009-08-02T00:52:45.784+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Copyleft'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='web libero'/><title type='text'>Berners-Lee: il web deve restare libero</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Governi e aziende non dovrebbero tracciare i netizen nella loro vita online: è questo il parere di Sir Tim Berners-Lee, uno dei padri fondatori del web. Controllo, censura e violazione della privacy sarebbero un brutto vizio da dimenticare. Intanto, Phorm continua la sua inesorabile discesa, alimentata dal recente benservito fornito da alcuni provider britannici.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Intervenuto ad una conferenza indetta per presentare una serie della BBC che vede come protagonista il web e il modo in cui ha cambiato la vita degli utenti, Berners-Lee non ha risparmiato toni critici nei confronti di chiunque si appresti a limitare l'accesso al web o ad imporre blocchi e censure, strategie che secondo la sua opinione sono destinate ad un puntuale fallimento. Questa opinione deriva dall'idea che il web dovrebbe essere uno spazio libero a misura di cittadino, che dovrebbe potervi accedere liberamente.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In particolare, l'idea di Berners-Lee ruota intorno a una rete concepita come "un foglio bianco, sul quale governi e aziende non possono sindacare quello che i cittadini vi scriveranno sopra, senza alcuna restrizione nella pubblicazione del loro pensiero". Inoltre non manca di criticare i regimi repressivi che con la loro censura non farebbero altro che danneggiarsi, dal momento che a suo parere alla fine l'apertura del web alla fine vince sempre "seppure spesso si tratti spesso di una lunga strada".&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;A conferma di questo, sarebbe l'inesorabile declino cui sembra essere avviato Phorm, che ha di recente tagliato i ponti con il provider britannico BT: nonostante l'azienda sembrasse aver incassato bene il colpo, dichiarando di non temere per il futuro, sembrerebbe che anche TalkTalk abbia deciso di scaricare Phorm, chiudendo di fatto il mercato britannico all'azienda.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Come motivazione, il provider dichiara di non voler essere l'unico a buttarsi nella mischia: avrebbe concretizzato l'accordo solo in presenza di un qualcosa di analogo realizzato da BT. Poco male, comunque per Phorm, alla ricerca di altri mercati oltreoceano su cui avviare un nuovo business: stando a quanto dichiarato dall'azienda, i suoi servizi di behavioral advertising sarebbero al centro dei progetti di alcuni ISP coreani.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Vincenzo Gentile&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4233971196001701926-3483397062661873181?l=laluna60minuti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4233971196001701926/posts/default/3483397062661873181'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4233971196001701926/posts/default/3483397062661873181'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://laluna60minuti.blogspot.com/2009/07/berners-lee-il-web-deve-restare-libero.html' title='Berners-Lee: il web deve restare libero'/><author><name>Pasquale</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_t53lG7pBDMI/SYgUmVRoydI/AAAAAAAAACk/EDs5JC0IgMk/S220/PICT1830.JPG'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4233971196001701926.post-8441218364149228846</id><published>2009-07-14T21:57:00.001+02:00</published><updated>2009-08-02T00:50:22.349+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Dottrina Sarkozy'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='P2P'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='HADOPI'/><title type='text'>Craccata la dottrina Sarkozy?</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il router Hadopi sviluppato per craccare le reti ed aggirare la legge omonima scaricando la responsabilità delle proprie azioni sulle reti dei vicini, è in realtà una montatura creata appositamente per attirare l'attenzione sulle contraddizioni della dottrina Sarkozy.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La settimana scorsa su Le Monde era apparsa la notizia che il gruppo di hacker tmp/lab aveva creato un router in grado di aggirare la legge HADOPI 2: dal momento che essa instaura un sistema di responsabilità oggettiva per cui l'abbonato rappresentato da un indirizzo IP è responsabile per l'utilizzo che se ne fa anche a sua insaputa, la crew tmp/lab avrebbe creato un software in grado di localizzare le reti WiFi nelle vicinanze e di craccarne tutte le password. Il router, una volta ottenute le password costituirebbe un punto di accesso virtuale permettendo di utilizzare la connessione Internet all'insaputa del proprietario (responsabile), perpetrando così a sue (ignare) spese tutte le azioni (illegali) volute.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Tuttavia basta andare sul sito dedicato ed ordinare il prodotto per accorgersi che è tutto una provocazione. Invece delle modalità di acquisto viene presentato un messaggio abbastanza chiaro: è una montatura che vuole mettere in evidenza l'"assurdità della legge" Hadopi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il gruppo, in effetti, ha lavorato al software HostileWRT, una modifica di OpenWRT, come parte di un progetto di ricerca per dimostrare la mancanza di sicurezza delle reti WiFi. Il software, non ancora disponibile online, installato su un router compatibile e con capacità di calcolo adeguate potrebbe, in teoria, craccare automaticamente le reti disponibili nelle vicinanze. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ha riferito l'hacker N. (non vi è invece nessun V. come citato da Le Monde) che l'intenzione della provocazione era proprio sottolineare l'inadeguatezza e le contraddizioni della Dottrina Sarkozy, ed in particolare l'illusione di voler legare la responsabilità penale ad un IP e non ad un individuo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Claudio Tamburrino&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4233971196001701926-8441218364149228846?l=laluna60minuti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4233971196001701926/posts/default/8441218364149228846'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4233971196001701926/posts/default/8441218364149228846'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://laluna60minuti.blogspot.com/2009/07/craccata-la-dottrina-sarkozy.html' title='Craccata la dottrina Sarkozy?'/><author><name>Pasquale</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_t53lG7pBDMI/SYgUmVRoydI/AAAAAAAAACk/EDs5JC0IgMk/S220/PICT1830.JPG'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4233971196001701926.post-751139644140243959</id><published>2009-07-13T15:38:00.002+02:00</published><updated>2009-08-02T00:49:30.621+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='P2P'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Pirate Bay'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Licenze'/><title type='text'>Che il download non sia più pirata</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Le sue intenzioni ora sono chiare: negli scorsi giorni il nome di Viviane Reding, attuale Commissario per la Società dell'Informazione e dei Media in scadenza a ottobre, era stato reinserito nella rosa dei papabili a guadagnarsi un seggio per i prossimi cinque anni. Il suo nome, anzi, era circolato addirittura come possibile presidente della Commissione: difficile che ciò possa accadere, e qualche ostacolo potrebbe presentarsi anche nel percorso già battuto. Eppure, la scorsa settimana Reding è salita sul palco e ha tracciato le linee guida per altri 5 anni: e di certo non sarebbero cinque anni privi di novità.&lt;br /&gt;Tanto vale partire da quello che è uno dei temi più scottanti del momento, il P2P: in Francia, e pure in seno alla UE, si discute di come arginare il fenomeno della pirateria digitale, di avvisi e disconnessioni coatte, senza riuscire a trovare un compromesso tra chi difende a spada tratta il diritto d'autore e chi, invece, pone l'accento sul diritto fondamentale dell'individuo ad accedere alla Rete. Secondo Reding si tratta di uno stallo che va superato: "Vorrei essere chiara - ha detto a Bruxelles, durante un convegno - entrambe le parti hanno ragione: il dramma è che dopo molte e spesso infruttuose battaglie, ora entrambe le fazioni si sono trincerate nelle rispettive posizioni, senza alcun segno di apertura per l'altra parte".&lt;br /&gt;Un problema tanto più delicato vista la realtà dei fatti: "Nel frattempo - ha proseguito il Commissario - la pirateria su Internet sembra essere diventata sempre più attraente, soprattutto per i nativi digitali, vale a dire la giovane generazione di massicci utilizzatori di Internet compresa tra 16 e 24 anni". Un problema che rischia di esacerbare la questione, visto che che "Questa generazione dovrebbe diventare il fondamento della nostra economia digitale, dell'innovazione e delle nuove opportunità di crescita. Tuttavia, i numeri di Eurostat mostrano che il 60 per cento di questi individui ha scaricato materiale audiovisivo da Internet negli scorsi mesi senza pagarlo. E il 28 per cento afferma che non intende pagare affatto".&lt;br /&gt;Dunque, occorre riflettere su queste questioni: occorre "rendere più semplice l'accesso ai contenuti digitali", anche come veicolo di promozione delle reti a banda larga di nuova generazione. È senz'altro "necessario punire coloro che violano la legge": ma, si domanda Reding, "Esistono abbastanza offerte legali attraenti e consumer-friendly sul mercato? Il nostro attuale sistema legislativo per i Diritti sulla Proprietà Intellettuale è al passo con le aspettative della generazione Internet? Abbiamo considerato alternative alla repressione? Abbiamo davvero guardato alla questione attraverso gli occhi di un sedicenne? O solo attraverso gli occhi di un professore di legge che è cresciuto nell'Era Gutenberg?".&lt;br /&gt;Secondo il Ccmmissario, "la crescente pirateria su Internet è un segnale di sfiducia negli attuali modelli di business e impianti legislativi. E dovrebbe suonare come una sveglia per i policy-maker". Il rischio, a detta di Reding, è che un ulteriore ritardo nella creazione di alternative compatibili con le abitudini e i gusti di coloro che, tra pochi anni, saranno gli adulti dotati delle maggiori capacità di spesa si trasformi in un boomerang: "Rischiamo di perdere una intera generazione di sostenitori della creatività artistica e dell'uso legale dei servizi digitali: economicamente, socialmente e culturalmente sarebbe una tragedia".&lt;br /&gt;Per questo, Viviane Reding punta a riunire attorno a un tavolo nei prossimi cinque anni tutti i soggetti coinvolti: altri commissari, detentori dei diritti, artisti e i consumatori - ivi compresi i più giovani, i nativi digitali che scaricano senza remore. "La mia priorità - ribadisce - sarà creare un apparato per l'accesso al contenuto digitale in tutta Europa come singolo mercato che sia semplice e consumer-friendly": si riaffaccia dunque l'idea delle licenze globali, anche se nel discorso del Commissario non si chiariscono quali sarebbero le forme compensative adottate per rendere un mercato siffatto economicamente sostenibile.&lt;br /&gt;Un'idea, quella delle licenze globali, che viene sostenuta fortemente anche da altri interlocutori coinvolti nella discussione: è il caso di BEUC, organizzazione continentale di rappresentanza dei consumatori, che neanche a farlo apposta ha presentato proprio in questi giorni un documento in cui il richiamo alla semplificazione e riunificazione del mercato dei diritti in Europa è molto forte. BEUC sostiene il principio del "one-stop-shop", della singola macrolicenza che conferisca a chi la ottiene pari diritti e doveri in ogni stato dell'Unione: così da accelerare e migliorare la competizione e la competitività nel mercato del Vecchio Continente.&lt;br /&gt;I problemi sul piatto sono sempre gli stessi, secondo BEUC: in un mercato dove è difficile a volte persino identificare con certezza chi è l'effettivo detentore dei diritti (di riproduzione? di performance?) su un brano musicale, se cambiando nazione pur restando entro i confini del mercato unico europeo cambiano le regole, com'è possibile creare un modello di business omogeneo che sia attraente e vantaggioso per i clienti? Se le collecting society, argomenta BEUC, costituiscono invece che una facilitazione piuttosto un limite per la diffusione delle opere, occorre ripensare il sistema: la fioritura di un gran numero di offerte legali, è questa la tesi che si ricava dalla lettura, è possibile solo in un mercato dove le economie di scala sono possibili e i consumatori sono lasciati liberi di scegliere.&lt;br /&gt;Un invito alla semplificazione niente affatto dissonante con le proposte del commissario Reding: che parla di contenuti digitali come veicolo di promozione delle reti NGN, in un circolo virtuoso che vede le imprese investire nella crescita della banda larga in previsione dei futuri introiti che potranno derivarne. Con nuovi posti di lavoro creati da questo mercato digitale dei contenuti, con più consumatori che potranno farne parte e accedervi. In Europa, chiosa il Commissario, il 90 per cento dei libri conservati nelle biblioteche pubbliche non è più disponibile sul mercato: e la mancanza di una regolamentazione chiara impedisce di provvedere alla fondazione e allo sviluppo di un mercato digitale delle parole potenzialmente interessante, che potrebbe far lievitare gli introiti degli attuali detentori dei diritti su quelle opere.&lt;br /&gt;Tutto questo potrà essere fatto, conclude Reding, anche riformando l'assetto legislativo comunitario del settore telecomunicazioni: con un'occhiata agli interessi dei cittadini digital-divisi, con la mente alla fibra (rigorosamente FTTH), e senza dimenticare il mercato del mobile (e dei pagamenti in mobilità) che vivrà la transizione alla generazione LTE/4G e il fattore ecologia.&lt;br /&gt;"Se le aziende europee eliminassero solo il 20 per cento dei viaggi di lavoro in favore della videoconferenza, potremmo risparmiare 22 milioni di tonnellate di CO2 ogni anno. Senza contare che il cloud computing, promuovendo l'efficienza delle soluzioni IT, può garantire un risparmio elettrico fino all'80 per cento. E senza dimenticare quanto l'ICT può fare per la nascita di automobili più sicure, intelligenti e ecologiche in Europa". Insomma è una tela completamente interconnessa, e dalla modernizzazione hanno tutti da guadagnare: "Ritengo - ha concluso il Commissario - che l'Europa Digitale non possa permettersi di chiudere gli occhi davanti al suo potenziale ecologico, che potrebbe trasformarsi in nuove opportunità di business per tutte le aziende europee". La strada dunque è tracciata: occorrerà attendere per sapere se sarà ancora Viviane Reding a fare da guida.&lt;br /&gt;Luca Annunziata &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4233971196001701926-751139644140243959?l=laluna60minuti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://laluna60minuti.blogspot.com/feeds/751139644140243959/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://laluna60minuti.blogspot.com/2009/07/che-il-download-non-sia-piu-pirata.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4233971196001701926/posts/default/751139644140243959'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4233971196001701926/posts/default/751139644140243959'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://laluna60minuti.blogspot.com/2009/07/che-il-download-non-sia-piu-pirata.html' title='Che il download non sia più pirata'/><author><name>Pasquale</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_t53lG7pBDMI/SYgUmVRoydI/AAAAAAAAACk/EDs5JC0IgMk/S220/PICT1830.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4233971196001701926.post-2363185428044507165</id><published>2009-07-12T11:06:00.001+02:00</published><updated>2009-08-02T00:42:02.737+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='P2P'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='File Sharing'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='RIAA'/><title type='text'>Mamma Jammie contrattacca</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Jammie Thomas-Rasset ci riprova. La sua avventura contro la RIAA era iniziata due anni fa quando, alla fine di un primo processo, la trentenne del Minnesota era stata accusata di infrazione del diritto di autore per aver condiviso 24 file audio sul network KaZaa ed era stata condannata a corrispondere all'associazione statunitense 222 mila dollari. Il primo processo è stato, poi, ripetuto e si è giunti un mese fa ad una richiesta di risarcimento pari a 1,92 milioni di dollari, circa 60mila euro a canzone. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ieri, però, mamma Jammie ha deciso di riprovarci e di chiedere una riduzione del risarcimento. Unica e prevedibile mossa, date le condizioni economiche della donna, madre di quattro figli ed economicamente dipendente da un sussidio dello Stato.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Secondo le motivazioni addotte dai suoi legali, la cifra di 1,92 milioni di dollari sarebbe eccessivamente alta e, dunque, sproporzionata rispetto al danno arrecato. Si tratterebbe, inoltre, di una decisione contraria alla norma del giusto processo. La richiesta che i legali di Thomas sono intenzionati a fare è quella di ridurre il risarcimento al minimo legale, che corrisponde a 18 mila dollari (750 dollari per ogni brano).&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ricorrerà in appello, dunque, la donna americana, diventata ormai simbolo della guerra al file sharing.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Federica Ricca&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4233971196001701926-2363185428044507165?l=laluna60minuti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://laluna60minuti.blogspot.com/feeds/2363185428044507165/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://laluna60minuti.blogspot.com/2009/07/mamma-jammie-contrattacca.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4233971196001701926/posts/default/2363185428044507165'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4233971196001701926/posts/default/2363185428044507165'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://laluna60minuti.blogspot.com/2009/07/mamma-jammie-contrattacca.html' title='Mamma Jammie contrattacca'/><author><name>Pasquale</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_t53lG7pBDMI/SYgUmVRoydI/AAAAAAAAACk/EDs5JC0IgMk/S220/PICT1830.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4233971196001701926.post-8867478328531146216</id><published>2009-07-10T11:50:00.001+02:00</published><updated>2009-08-02T00:15:08.459+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Copyright'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ASCAP'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Licenze'/><title type='text'>ASCAP suona sempre due volte</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Dopo la sentenza favorevole ottenuta contro YouTube, la società statunitense di gestione dei diritti degli autori di musica avrebbe iniziato a controllare i videoclip incastonati in siti "puramente non commerciali".&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Questo è quanto raccontato da Jason Calacanis, proprietario del sito Mahalo, che si è visto recapitare un'email da ASCAP con cui, come annuncia sul suo Twitter, gli veniva chiesto "di pagare per la licenza internet necessaria a far girare un video di YouTube".&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Se quanto fatto intuire da Calacanis fosse confermato, sarebbe a rischio qualsiasi video di YouTube embeddato e i siti che li ospitano (o li hanno ospitati) potrebbero trovarsi da un giorno all'altro debitori di un mucchio di diritti d'autore dovuti per i video caricati in anni e anni. Anche se il video resta sul server di YouTube. Anche se Google ne avesse già pagato le royalty. Anche se la licenza del sito, accettata da tutti gli utenti, prevede che tutti i video caricati siano concessi in licenza gratuita e trasferibile (art. 10) ed è YouTube che si riserva tutti i diritti e la possibilità di concedere di scaricare, copiare, distribuire, trasmettere e diffondere un contenuto di sua proprietà o a lui concesso in licenza.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La questione, che sembrerebbe in apparenza riguardare il rapporto tra YouTube e gli utenti perché fra loro c'è un contratto di licenza (mentre fra YouTube e i detentori dei diritti d'autore vi è un altro contratto) creerebbe, secondo quanto annunciato dal proprietario di Mahalo, un rapporto diretto (e finora non previsto) fra ASCAP e gli utenti di YouTube. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Oltre all'allarme lanciato da Calacanis, le preoccupazioni riguarderebbero soprattutto gli sviluppatori che utilizzano le API dei servizi di streaming, già da qualche tempo nel mirino dell'industria musicale. Si sono visti recapitare lettere con cui ASCAP batteva cassa: finora Google, in qualità di controllante di YouTube, aveva convogliato tutte queste situazioni e se ne era assunto la responsabilità. Ma dopo la sentenza che l'ha condannato a risarcire un milione e 400 mila dollari ad ASCAP, gli utenti interessati temono che ben presto non vorrà più assumersi quest'onere.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Claudio Tamburrino&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4233971196001701926-8867478328531146216?l=laluna60minuti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://laluna60minuti.blogspot.com/feeds/8867478328531146216/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://laluna60minuti.blogspot.com/2009/07/ascap-suona-sempre-due-volte.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4233971196001701926/posts/default/8867478328531146216'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4233971196001701926/posts/default/8867478328531146216'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://laluna60minuti.blogspot.com/2009/07/ascap-suona-sempre-due-volte.html' title='ASCAP suona sempre due volte'/><author><name>Pasquale</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_t53lG7pBDMI/SYgUmVRoydI/AAAAAAAAACk/EDs5JC0IgMk/S220/PICT1830.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4233971196001701926.post-4116255754099141283</id><published>2009-07-10T11:46:00.002+02:00</published><updated>2009-08-02T00:22:53.855+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Dottrina Sarkozy'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='HADOPI'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Diritto D&apos;Autore'/><title type='text'>Dottrina Sarkozy, il sì del Senato</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il Senato si è espresso sul cerotto che Parigi vorrebbe applicare alla dottrina Sarkozy, amichevolmente denominato Hadopi 2: con 189 voti a favore e 142 voti contrari ha avallato il testo che dovrebbe integrare la Loi Création et Internet rispetto alle mutilazioni imposte dal Consiglio Costituzionale.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il testo che il Senato ha approvato non si discosta da quello scodellato nei giorni scorsi dal Consiglio dei Ministri francese: al nucleo della legge originaria fatta di identificazioni, avvertimenti e disconnessioni mediate dai provider, è affiancato il ruolo dell'autorità giudiziaria. In luogo dell'autorità indipendente HADOPI che si sarebbe voluta istituire con la legge che si è infranta contro la Costituzione francese, ci saranno i giudici, responsabili di valutare la posizione dei netizen colti a violare il diritto d'autore e di infliggere punizioni proporzionate alla gravità dell'illecito. Resta il rischio di una multa pari a 300mila euro e dei tre anni di carcere per i reato più gravi, resta l'obbligo per l'abbonato di vigilare sulla propria connessione.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il sottoscrittore di un abbonamento che non approntasse le invasive misure di sorveglianza e antiviolazione per impedire a terzi di abusare della connettività rischia di essere punito per la propria negligenza con una multa di 1500 euro e con l'eventuale pena complementare della disconnessione coatta continuando a pagare per l'abbonamento con il proprio provider. In questo frangente si dispiegherebbe il valore pedagogico della legge: il sottoscrittore dell'abbonamento è invitato al controllo sociale sotto la minaccia delle sanzioni, si carica della responsabilità di vigilare sulla propria connessione perché la responsabilità di eventuali violazioni verrebbe in ogni caso caricata sulle sue spalle.&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il testo approvato dal Senato è stato modificato da un solo emendamento: nella prima versione della proposta si prevedeva che la situazione del cittadino della rete accusato di violazione venisse esaminata dall'autorità giudiziaria con una procedura abbreviata che non prevedesse la sua presenza fisica. L'aggiustamento approvato al testo di Hadopi 2 stabilisce invece che l'abbonato possa essere convocato in tribunale, che possa chiedere di confrontarsi con il giudice assistito da un legale.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ciò non sarebbe però sufficiente ad offrire al cittadino le garanzie necessarie: la possibilità di fare ricorso, denuncia la Quadrature du Net, si tradurrebbe semplicemente in un ulteriore congestione dei tribunali, che "avrebbero di meglio da fare che applicare una legge inefficace, volta a proteggere dei modelli di business profondamente inadeguati alle attuali pratiche culturali". L'esame in Assemblea Nazionale è prevista per il 21 di luglio.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Gaia Bottà&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4233971196001701926-4116255754099141283?l=laluna60minuti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://laluna60minuti.blogspot.com/feeds/4116255754099141283/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://laluna60minuti.blogspot.com/2009/07/dottrina-sarkozy-il-si-del-senato.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4233971196001701926/posts/default/4116255754099141283'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4233971196001701926/posts/default/4116255754099141283'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://laluna60minuti.blogspot.com/2009/07/dottrina-sarkozy-il-si-del-senato.html' title='Dottrina Sarkozy, il sì del Senato'/><author><name>Pasquale</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_t53lG7pBDMI/SYgUmVRoydI/AAAAAAAAACk/EDs5JC0IgMk/S220/PICT1830.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4233971196001701926.post-4881117402528585531</id><published>2009-07-09T01:44:00.001+02:00</published><updated>2009-08-02T00:21:40.769+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Copyleft'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='iTunes'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Moby'/><title type='text'>Moby, il regalo è un best seller</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;C'è una strana legge che sembra vigere nel mondo della musica online. La si potrebbe chiamare legge di Moby: una canzone in regalo diventa un best-seller su iTunes. A spiegare l'insolito fenomeno è stato lo stesso artista - vero nome Richard Melville Hall - in una email inviata al discografico Bob Lefsetz e successivamente pubblicata sul suo &lt;a href="http://lefsetz.com/wordpress/index.php/archives/2009/07/01/from-moby-2/"&gt;blog ufficiale&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;"Ecco un fatto divertente - ha scritto Moby - la canzone più venduta su iTunes è &lt;em&gt;Shot In The Back Of The Head&lt;/em&gt;. Perché è divertente? Perché è la canzone che stiamo regalando da due mesi e che può essere scaricata gratis ancora adesso. Strano".&lt;br /&gt;Strano, effettivamente. Lo scorso 30 giugno l'artista di New York aveva pubblicato per la sua etichetta Little Idiot/Mute un nuovo album dal titolo &lt;em&gt;Wait For Me&lt;/em&gt;. Per stuzzicare la fame dei fan, Moby aveva inoltre deciso di regalare un singolo d'anteprima da scaricare sul &lt;a href="http://www.moby.com/news/2009-04-15/free-download-now-available.html"&gt;sito ufficiale &lt;/a&gt;a partire dal 15 aprile. Il downloading era e continua ad essere completamente legale, al riparo da qualsiasi grana legata ai diritti d'autore.&lt;br /&gt;Se i grandi numeri su iTunes confermassero questa reazione controintuitiva da parte degli utenti, il caso sarebbe interessante per un musicista da tempo impegnato nella lotta a favore dei diritti in rete. Recente, infatti, l'appello dello stesso Moby contro la RIAA, invitata "a sparire" dopo aver condannato Mamma Jammie per aver scaricato tramite Kazaa 24 canzoni appartenenti alle major. Il folletto della dance-pop aveva precedentemente aderito all'Alleanza di Musicisti ed Artisti per la Libertà di Internet.&lt;br /&gt;Le sue propositive intenzioni, tuttavia, non sembrano aver fermato i fan che, in barba all'omaggio sonoro, hanno trascinato Shot In The Back Of The Head sul podio del downloading legale e a pagamento. Un successo ripetuto anche sugli scaffali dei negozi. "L'album è appena uscito - ha dichiarato Moby a Lefsetz - e sarebbe arrivato al numero uno in Europa senza contare le ristampe di Michael Jackson. Tutto ciò è una buona cosa".&lt;br /&gt;Buono per Moby, certo, e un esempio per le quattro sorelle del disco. Una fine sicuramente più rosea rispetto al destino che ha atteso al varco i Radiohead che, due anni fa, videro naufragare la loro formula paga-quanto-vuoi in occasione del lancio dell'album "In Rainbows". Alcuni ipotizzarono che le vendite non erano state entusiasmanti. Forse perché i fan non lo avevano ricevuto in regalo.&lt;br /&gt;Mauro Vecchio &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4233971196001701926-4881117402528585531?l=laluna60minuti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://laluna60minuti.blogspot.com/feeds/4881117402528585531/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://laluna60minuti.blogspot.com/2009/07/moby-il-regalo-e-un-best-seller.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4233971196001701926/posts/default/4881117402528585531'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4233971196001701926/posts/default/4881117402528585531'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://laluna60minuti.blogspot.com/2009/07/moby-il-regalo-e-un-best-seller.html' title='Moby, il regalo è un best seller'/><author><name>Pasquale</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_t53lG7pBDMI/SYgUmVRoydI/AAAAAAAAACk/EDs5JC0IgMk/S220/PICT1830.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4233971196001701926.post-7155617427282921306</id><published>2009-07-05T00:15:00.002+02:00</published><updated>2009-08-02T00:19:00.856+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Copyright'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Creative Commons'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Pirate Bay'/><title type='text'>La Legge e il web 2.0</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Le innovazioni collegate all'Internet sociale stanno procurando un vero e proprio terremoto, nei comportamenti individuali come nei modelli di business e persino nelle attività criminali. Da qui la necessità di una riforma profonda dell'attuale quadro normativo, per molti versi inadeguato rispetto alle esigenze correnti. Sul come fare, però, non esistono ancora ricette consolidate. È intorno a questi temi che si è dipanato l'incontro di studio intitolato "Le responsabilità giuridiche nel web 2.0", tenutosi presso l'Alma Graduate School dell'Università di Bologna la scorsa settimana. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Per sviscerare il problema, gli organizzatori hanno chiamato a parlare professionisti ed esperienze molto diverse: un dirigente della Polizia Postale come Antonio Apruzzese, due accademici con specializzazioni differenti - Marco Roccetti del dipartimento di Scienze dell'Informazione e Giusella Finocchiaro della facoltà di Diritto, entrambi presso l'Università di Bologna - e un manager di una grande azienda di telecomunicazioni come Vodafone, Corradino Corradi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Quello che è emerso dal loro dialogo è un quadro ricco e sfaccettato, con molte questioni aperte e poche certezze. "La verità - spiega Giusella Finocchiaro - è che l'innovazione tecnologica ha contribuito a trasformare in profondità idee consolidate come quella di identità, di azione individuale, di autorialità. E risulta quindi evidente che il quadro normativo - penso in particolare alle parti che riguardano il copyright e la circolazione della conoscenza - non è più adeguato a affrontare la situazione corrente".&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La relazione tra attività di creazione da parte degli individui, circolazione della conoscenza e vincoli normativi è stata al centro della trattazione dello stesso Roccetti. Secondo quest'ultimo, la libera diffusione della conoscenza non riguarda soltanto il benessere e l'interesse dei singoli, ma costituisce un bene collettivo che anche il Legislatore si deve preoccupare di preservare. "Quando si legifera su queste materie - sostiene Roccetti - non abbiamo a che fare con mere regole di comportamento, ma con la messa a disposizione e la circolazione di beni che forse sono beni in sé e che quindi la collettività deve in qualche modo tutelare".&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il riferimento dell'accademico va molto evidentemente a casi giudiziari recenti, come quelli che hanno visto protagonisti i responsabili di Pirate Bay.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Più orientato alle opportunità e problematiche operative l'intervento di Corradino Corradi, manager dell'area ICT Security di Vodafone. Corradi ha evidenziato come l'avvento del web sociale prefiguri scenari promettenti per le società di telefonia- davanti alle quali si dischiudono ampie possibilità in materia di accesso mobile e personalizzazione dei servizi. "Il nostro obiettivo - ha detto Corradi - è superare il web 2.0 attravero la personalizzazione. E questa prospettiva ci interessa in modo particolare perché siamo convinti che la personalizzazione si possa operare soltanto in ambiente mobile, quando sei legato ad una SIM più che quando sei legato ad una username generica".&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ma Corradi ha anche documentato la presenza di almeno tre grandi aree di criticità, sulle quali le telco starebbero attivamente lavorando. La prima è quella della libertà di circolazione dei contenuti, sulla quale non esistono ricette condivise ed anzi si registrano pressioni crescenti da parte dei detentori dei diritti e degli stessi ISP, nel senso della delimitazione e del filtraggio. La seconda è quella della protezione degli utenti, il cui bilanciamento con la libertà di espressione e accesso non è sempre semplice da conseguire. E da ultimo la privacy individuale, minacciata dalle policy di raccolta dati e dalle iniziative di personalizzazione della pubblicità.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ancora differente il punto di vista portato da Antonio Apruzzese, dirigente della Polizia Postale responsabile per l'Emilia Romagna. Più che sulle problematiche squisitamente normative, il rappresentante di PolPost si è soffermato sulla crescita delle organizzazioni criminali che agiscono online e sulla necessità di individuare mezzi di contrasto migliorati per affrontarle. Nel tempo, spiega Apruzzese, i delinquenti del web hanno fatto un vero e proprio "salto di qualità" qualitativo e quantitativo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Anzitutto nella maggior parte dei casi documentati a muoversi non sono più singoli hacker isolati, ma strutture organizzative composite con "manovali, quadri e dirigenti" dove l'azione del singolo risponde a strategie complessive più ampie. E poi si sono raffinati i metodi di lavoro, dai sistemi di arruolamento, alle tecniche di trafugamento fino a quelle di riciclaggio. "Spesso - spiega Apruzzese - i sistemi criminali provano ad arruolare, magari con innocenti mail, anche i comuni cittadini. Cui viene proposto magari di aprire dei conti online e operare delle transazioni - al buio - contro il pagamento di corrispettivi in denaro".&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;A fronte di tali sfide le forze dell'ordine si devono attrezzare rivedendo in senso "dinamico" il concetto di sicurezza, in modo da comprendere e abbracciare le trasformazioni tecnologiche e comportamentali, e promuovendo coordinamento e partecipazione tra tutti gli attori che si occupano di sicurezza. Apruzzese si è soffermato anche sulle funzioni del neonato CNAIPIC, il cui obiettivo è appunto il coordinamento degli sforzi per la security informatica tra strutture diverse: "Ogni rete ha già le proprie strutture di difesa. In questo senso noi puntiamo ad offrire un coordinamento, fungendo da filo di collegamento tra i diversi soggetti sensibili"&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In conclusione di giornata, Giusella Finocchiaro ha provato a raccogliere le varie suggestioni emerse ed a "tirarne le fila" sotto il profilo propriamente normativo. Posta l'inadeguatezza del quadro legislativo corrente, ha spiegato la studiosa di diritto di Internet, la soluzione ottimale sarebbe senz'altro quella di una revisione "di sistema" delle leggi su copyright e privacy, da attuarsi a livello sovranazionale. "Ma nell'attuale congiuntura globale - ha chiosato - una riforma di questa portata appare altamente improbabile".&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ed è per questo, continua Finocchiaro, che le soluzioni di breve periodo vanno ricercate in innovazioni più circoscritte, da attuarsi magari sul piano delle licenze e dei contratti, in grado di tutelare gli interessi dei vari attori in gioco nel rispetto delle norme vigenti. L'esempio esplicito portato dalla ricercatrice è quello della licenza Creative Commons, creata nel 2001 da Lawrence Lessig, che consente di contemperare l'esigenza di circolazione della conoscenza con i diritti individuali dell'autore. "Questo tipo di soluzione - conclude Finocchiaro - consente una forma dideregulation rispettosa del quadro normativo vigente, ed appare in questo senso il modo più equilibrato per uscire l'attuale stallo tutelando gli interessi di tutti".&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Giovanni Arata&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4233971196001701926-7155617427282921306?l=laluna60minuti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://laluna60minuti.blogspot.com/feeds/7155617427282921306/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://laluna60minuti.blogspot.com/2009/07/la-legge-e-il-web-20.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4233971196001701926/posts/default/7155617427282921306'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4233971196001701926/posts/default/7155617427282921306'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://laluna60minuti.blogspot.com/2009/07/la-legge-e-il-web-20.html' title='La Legge e il web 2.0'/><author><name>Pasquale</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_t53lG7pBDMI/SYgUmVRoydI/AAAAAAAAACk/EDs5JC0IgMk/S220/PICT1830.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4233971196001701926.post-4397990486384451885</id><published>2009-07-03T20:58:00.003+02:00</published><updated>2009-08-02T00:16:04.326+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='mobile'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ASCAP'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Suoneria'/><title type='text'>La suoneria in pubblico è performance</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Lasciare che il telefono suoni fra frotte di persone, indugiare nel rispondere per gustarsi qualche secondo in più della suoneria ricalcata su un brano musicale costituisce un'esecuzione in pubblico. E ASCAP, società di gestione dei diritti statunitense, vorrebbe che si pagasse per aggiudicarsi il diritto in questione.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Gli operatori telefonici che offrono ai propri utenti questi servizi a valore aggiunto sarebbero dunque in debito nei confronti dei detentori dei diritti: ASCAP, in un documento depositato in tribunale nel quadro del contenzioso in corso che la vede opposta ad AT&amp;amp;T, chiede che i carrier paghino per accaparrarsi anche il diritto dell'esecuzione in pubblico delle suonerie. "Quando una suoneria squilla per segnalare una chiamata in entrata - si legge nel documento - è ovviamente una performance".&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La società di gestione dei diritti cita a supporto della propria richiesta il fatto che negli anni scorsi numerosi fornitori di servizi dedicati al download della suonerie pagassero anche per l'esecuzione in pubblico dei brani. Comportamento che si è andato modificando sulla scorta di interpretazioni della legge sempre più a favore dei fornitori dei servizi. Ma ASCAP intende continuare a far valere il diritto degli artisti ad essere ricompensati per la diffusione delle loro opere mediata dai telefonini.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Le polemiche si sono abbattute sulla sortita della società di gestione dei diritti: è così che ASCAP ha diramato dichiarazioni per rassicurare i proprietari dei telefonini. "Per essere completamente chiari - spiega la collecting society - l'approccio di ASCAP è sempre stato quello di concedere le licenze a coloro che ne fanno del business, non a coloro che ascoltano o gli utenti finali".&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Gaia Bottà&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4233971196001701926-4397990486384451885?l=laluna60minuti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://laluna60minuti.blogspot.com/feeds/4397990486384451885/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://laluna60minuti.blogspot.com/2009/07/la-suoneria-in-pubblico-e-performance.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4233971196001701926/posts/default/4397990486384451885'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4233971196001701926/posts/default/4397990486384451885'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://laluna60minuti.blogspot.com/2009/07/la-suoneria-in-pubblico-e-performance.html' title='La suoneria in pubblico è performance'/><author><name>Pasquale</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_t53lG7pBDMI/SYgUmVRoydI/AAAAAAAAACk/EDs5JC0IgMk/S220/PICT1830.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4233971196001701926.post-978844335484853865</id><published>2009-07-03T20:40:00.003+02:00</published><updated>2009-08-02T00:14:00.757+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Dottrina Sarkozy'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='P2P'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='HADOPI'/><title type='text'>Francia, licenza di condividere.</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Cinque euro al mese versati obbligatoriamente da ogni netizen in cambio del diritto di attingere senza limiti ai circuiti del P2P: questa la proposta di cittadini, consumatori e rappresentanti dell'industria uniti nel nome del dissenso rispetto alle strategie antipirateria a cui la Francia non sembra voler rinunciare.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Se il Consiglio Costituzionale ha mutilato la dottrina Sarkozy delle disconnessioni comminate dall'autorità indipendente HADOPI, il legislatore ha incuneato nel testo della Loi Création et Internet le sanzioni e le disconnessioni imposte dall'autorità giudiziaria. C'è chi sostiene che il testo della legge, che ancora deve passare al vaglio di Assemblea Nazionale e Senato, si scontrerà di nuovo contro la Costituzione: per questo motivo la coalizione Création Public Internet propone l'avvento di una licenza globale obbligatoria, una soluzione alternativa alla repressione che sappia risolvere alla radice il problema della condivisione illegale di contenuti.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Cinque euro al mese corrisposti al fornitore di connettività per racimolare 1,2 miliardi di euro all'anno da spartire fra i detentori dei diritti e da infondere nella creazione di modelli di business innovativi e declinati sulle esigenze degli utenti e degli autori: il meccanismo, spiegano da Création Public Internet, dovrebbe prevedere un contributo obbligatorio affinché si mantenga entro una quota accessibile da tutti. Così come era stato osservato nei mesi scorsi, il denaro raccolto potrebbe essere sufficiente a sostenere l'industria dell'audiovisivo permettendo ai cittadini della rete di intessere scambi di contenuti e di disseminare liberamente cultura e intrattenimento.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Gaia Bottà.&lt;span class="Apple-style-span"   style="  color: rgb(119, 119, 119); font-family:arial, helvetica, verdana, -webkit-fantasy;font-size:13px;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4233971196001701926-978844335484853865?l=laluna60minuti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://laluna60minuti.blogspot.com/feeds/978844335484853865/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://laluna60minuti.blogspot.com/2009/07/francia-licenza-di-condividere.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4233971196001701926/posts/default/978844335484853865'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4233971196001701926/posts/default/978844335484853865'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://laluna60minuti.blogspot.com/2009/07/francia-licenza-di-condividere.html' title='Francia, licenza di condividere.'/><author><name>Pasquale</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_t53lG7pBDMI/SYgUmVRoydI/AAAAAAAAACk/EDs5JC0IgMk/S220/PICT1830.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4233971196001701926.post-6606283265345183156</id><published>2009-07-02T22:56:00.005+02:00</published><updated>2009-08-02T00:12:46.407+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Copyright'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Diritto D&apos;Autore'/><title type='text'>Diritto D'Autore e Copyright - Quali differenze</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Il diritto d’autore è uno dei temi più problematici, ed attuali, a causa del rapido sviluppo ed utilizzo delle nuove tecnologie, nonostante la legge italiana in materia sia abbastanza datata(legge quadro sul diritto d’autore n. 633 del 22 aprile del 1941). Il legislatore infatti non poteva prevedere tutte le evoluzioni che la tecnologia avrebbe portato, riducendo ed a volte azzerando i tempi e le distanze geografiche. E' evidente come una materia di questo tipo non può essere trattata in un ottica puramente nazionale. La presenza di un problema di questo tipo si avverte già nell'utilizzo della terminologia comune, dove si tende ad accomunare (in quanto a volte si utilizzano indistintamente) il termine &lt;em&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#660000;"&gt;"diritto d'autore"&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt; (tipico degli ordinament giuridici di &lt;em&gt;"&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Civil_law"&gt;civil law&lt;/a&gt;"&lt;/em&gt;) e &lt;em&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#660000;"&gt;"copyright"&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt; (diritto di copiare, utilizzato nei paesi con sistemi di &lt;em&gt;"&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Common_Law"&gt;common law&lt;/a&gt;"&lt;/em&gt;).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A volte si è portati a pensare che il termine &lt;em&gt;"diritto d'autore"&lt;/em&gt; sia la traduzione letterale di &lt;em&gt;"copyright"&lt;/em&gt;, niente di più sbagliato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Infatti, mentre il "Copyright" è nato con lo scopo principale di promuovere l'industria culturale (con l'inclusione del diritto di riproduzione, copia e distribuzione di un opera) e per tutelare gli interessi dell'imprenditore che si preoccupa di investire sulla commercializzazione dell'opera.&lt;br /&gt;"Il Diritto D'Autore" (sopratutto quello italiano) sposta l'attenzione normativa sulla sfera giuridica dell'autore, il quale, anche dopo un'eventuale cessione dei diritti patrimoniali sull'opera, può conservare un certo controllo sull'opera stessa i &lt;em&gt;&lt;a href="http://www.dirittoproarte.com/leggiaut/dirmor.html"&gt;"diritti morali"&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4233971196001701926-6606283265345183156?l=laluna60minuti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://laluna60minuti.blogspot.com/feeds/6606283265345183156/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://laluna60minuti.blogspot.com/2009/07/diritto-dautore-e-copyright-quali.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4233971196001701926/posts/default/6606283265345183156'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4233971196001701926/posts/default/6606283265345183156'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://laluna60minuti.blogspot.com/2009/07/diritto-dautore-e-copyright-quali.html' title='Diritto D&apos;Autore e Copyright - Quali differenze'/><author><name>Pasquale</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_t53lG7pBDMI/SYgUmVRoydI/AAAAAAAAACk/EDs5JC0IgMk/S220/PICT1830.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4233971196001701926.post-6209541075844783887</id><published>2009-06-03T22:15:00.009+02:00</published><updated>2009-08-02T00:11:57.356+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Copyleft'/><title type='text'>Left Right Left Right Left</title><content type='html'>&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Cari amici,&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Questa sera vi propongo (grazie a moltoricco) il download &lt;span style="FONT-WEIGHT: bold" class="Apple-style-span"&gt;gratuito&lt;/span&gt; e sopratutto &lt;span style="FONT-WEIGHT: bold" class="Apple-style-span"&gt;&lt;span style="COLOR: rgb(153,0,0)" class="Apple-style-span"&gt;legale&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; di uno stupendo album dei COLDPLAY.&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Per scaricarlo basta cliccare sulla cover dell'album (che troverete in basso) e, una volta raggiunto il sito internet, inserire un indirizzo email ed il gioco è fatto; Il download (56mb circa) partirà automaticamente.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;L'album composto da 9 tracce, eseguite e registrate durante le tappe del tour mondiale 2008.&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;ol&gt;&lt;li style="TEXT-ALIGN: left"&gt;Glass of Water&lt;/li&gt;&lt;li style="TEXT-ALIGN: left"&gt;42&lt;/li&gt;&lt;li style="TEXT-ALIGN: left"&gt;Clocks&lt;/li&gt;&lt;li style="TEXT-ALIGN: left"&gt;Strawberry Swing&lt;/li&gt;&lt;li style="TEXT-ALIGN: left"&gt;The Hardest Part/Postcards from Far Away&lt;/li&gt;&lt;li style="TEXT-ALIGN: left"&gt;Viva La Vida&lt;/li&gt;&lt;li style="TEXT-ALIGN: left"&gt;Death Will Never Conquer&lt;/li&gt;&lt;li style="TEXT-ALIGN: left"&gt;Fix You&lt;/li&gt;&lt;li style="TEXT-ALIGN: left"&gt;Death And All His Friend.&lt;/li&gt;&lt;/ol&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;I coldplay affermano che questo regalo è: “una dimostrazione di gratitudine verso i sostenitori del gruppo, che non hanno mai smesso di supportarli e hanno permesso loro di fare quel che più amano: suonare”.&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: center"&gt;&lt;a href="http://lrlrl.coldplay.com/leftright.html"&gt;&lt;img style="WIDTH: 320px; HEIGHT: 320px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5343204352039258386" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_t53lG7pBDMI/SibgDHWfCRI/AAAAAAAAAI0/nXjF2bpgnlc/s320/leftrightleftrightleft.jpg" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: center" align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: center" align="justify"&gt;ed a mio avviso un calcio alle major discografiche ed al sistema ormai obsoleto del copyright...&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4233971196001701926-6209541075844783887?l=laluna60minuti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://laluna60minuti.blogspot.com/feeds/6209541075844783887/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://laluna60minuti.blogspot.com/2009/06/left-right-left-right-left.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4233971196001701926/posts/default/6209541075844783887'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4233971196001701926/posts/default/6209541075844783887'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://laluna60minuti.blogspot.com/2009/06/left-right-left-right-left.html' title='Left Right Left Right Left'/><author><name>Pasquale</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_t53lG7pBDMI/SYgUmVRoydI/AAAAAAAAACk/EDs5JC0IgMk/S220/PICT1830.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_t53lG7pBDMI/SibgDHWfCRI/AAAAAAAAAI0/nXjF2bpgnlc/s72-c/leftrightleftrightleft.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4233971196001701926.post-1856352928427437705</id><published>2009-02-18T22:01:00.016+01:00</published><updated>2009-08-02T00:11:13.028+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Macroeconomia'/><title type='text'>Macroeconomia Tradizionale</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;i&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;Per capire bene la macroeconomia, a mio avviso, bisogna cominciare ad analizzare il pensiero degli economisti classici e neoclassici.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;E' per questo che scrivo questo breve post nel quale, andrò a delineare brevemente, quali erano i punti cardine sui quali si basava la teoria economica "&lt;/span&gt;tradizionale&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;".&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;La cd. Macroeconomia Tradizionale si sviluppa grazie ai contributi apportati dai neoclassici ma in principio dai classici come &lt;/span&gt;A.Smith, D.Ricardo e J.B.Say&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;. Quest'ultimo in particolare attraverso l'elaborazione della "legge degli sbocchi" affermò che "&lt;/span&gt;Ogni offerta genera una domanda di importo equivalente&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;".&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;Tutto ciò (essendo stata accettata anche dai neoclassici ) rappresentò la proposizione principale della macroeconomia tradizionale. I neoclassici/marginalisti (1870 - 1936) si occuparono soprattutto di prezzi e distribuzione elaborando le teorie dei loro predecessori (sopratutto di &lt;/span&gt;Smith&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;) e quindi anch'essi esponenti del liberalesimo del "&lt;/span&gt;lassez faire&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;".&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;- &lt;/span&gt;Smith&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt; infatti affermava che un individuo nella realizzazione del proprio interesse, spinto da una "mano invisibile" tende a realizzare il bene della collettività; con la conseguenza che lo Stato non deve intervenire nell'economia, se non per l'erogazione di servizi essenziali che un privato non potrebbe (o non avrebbe interesse) a svolgere (es. difesa nazionale).&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;Alcuni autori perciò individuano nel pensiero di Smith la "&lt;/span&gt;nascita&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;" della politica economica come negazione della stessa.- I neoclassici invece erano dell'idea che "&lt;/span&gt;il mercato, lasciato a se stesso, funziona bene e tende ad un equilibrio ottimo" (Schumpeter)&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;Il mercato tende sempre a raggiungere un equilibrio di piena occupazione, dove il reddito che si produce è quello massimo possibile con la quantità di capitale, lavoro, terra di cui si dispone. Per ottimo essi intendevano una situazione in cui i bisogni degli individui sono soddisfatti nel modo migliore, con la massima soddisfazione per il maggior numero di individui, date le risorse a disposizione.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial, fantasy;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial, -webkit-fantasy;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;Pasquale Gangemi&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4233971196001701926-1856352928427437705?l=laluna60minuti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://laluna60minuti.blogspot.com/feeds/1856352928427437705/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://laluna60minuti.blogspot.com/2009/02/macroeconomia-neoclassica.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4233971196001701926/posts/default/1856352928427437705'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4233971196001701926/posts/default/1856352928427437705'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://laluna60minuti.blogspot.com/2009/02/macroeconomia-neoclassica.html' title='Macroeconomia Tradizionale'/><author><name>Pasquale</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_t53lG7pBDMI/SYgUmVRoydI/AAAAAAAAACk/EDs5JC0IgMk/S220/PICT1830.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4233971196001701926.post-8593431699665024369</id><published>2009-02-03T10:30:00.005+01:00</published><updated>2009-08-08T19:44:38.479+02:00</updated><title type='text'>Benvenuti...</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'verdana', serif;"&gt;&lt;div align="justify"&gt;Salve a tutti!&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Questo è il primo intervento che scrivo, perciò vorrei darvi il benvenuto. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Sono Pasquale ho 23 anni e spesso e volentieri leggerete interventi nel mio blog concernenti il diritto o l'economia.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Vi auguro una buona navigazione! I hope you'll enjoy it!!!&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#3366ff;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4233971196001701926-8593431699665024369?l=laluna60minuti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://laluna60minuti.blogspot.com/feeds/8593431699665024369/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://laluna60minuti.blogspot.com/2009/02/benvenuti.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4233971196001701926/posts/default/8593431699665024369'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4233971196001701926/posts/default/8593431699665024369'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://laluna60minuti.blogspot.com/2009/02/benvenuti.html' title='Benvenuti...'/><author><name>Pasquale</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_t53lG7pBDMI/SYgUmVRoydI/AAAAAAAAACk/EDs5JC0IgMk/S220/PICT1830.JPG'/></author><thr:total>2</thr:total></entry></feed>
